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Catania – Rifiuti, “Rivoluzionare il sistema”. Ma finora un anno non è bastato

Melania Tanteri

Catania – Rifiuti, “Rivoluzionare il sistema”. Ma finora un anno non è bastato

martedì 12 Agosto 2014 - 04:30
Catania – Rifiuti, “Rivoluzionare il sistema”. Ma finora un anno non è bastato

L’assessore D’Agata: “Lavoriamo per un nuovo modello di gestione. Si sta indagando su alcuni fatti”. Un dossier di Berretta scuote il Consiglio. Solo la discarica costa 70 mln €

CATANIA – I rifiuti ancora al centro del dibattito civico. Di fronte ai numeri ufficiali che raccontano una città lontana dagli standard nazionali ed europei , sono in molti a chiedere una svolta all’amministrazione comunale.
Iniziando dal predisporre un nuovo bando per la raccolta dei rifiuti più adatto alle esigenze di una città rimasta indietro e di parecchio sul tema della differenziata, che preveda il porta a porta, i meccanismi di premialità e che, soprattutto, restituisca alla cittadinanza in termini di servizi l’esoso ammontare della tariffa comunale.
Dopo alcuni interventi in consiglio comunale e delle associazioni cittadine, è stato il deputato del Pd Giuseppe Berretta a occuparsi della questione, presentando un dossier realizzato con l’ausilio dei dati ufficiali. In particolare Berretta ha evidenziato le inadempienze del raggruppamento di imprese che si è aggiudicato l’appalto quinquennale, ormai giunto a scadenza, che potrebbero produrre, in termini di sanzioni, utili al Comune per iniziare a modificare l’attuale sistema fallimentare.
“Abbiamo voluto raccogliere i tanti messaggi lanciati dalle associazioni della città, tra cui Adiconsum, Rifiuti Zero, Cittàinsieme, Libera e Asaec – ha esordito Berretta – che chiedono a gran voce un nuovo modello di gestione dei rifiuti per Catania. Voci arrivate fino in Consiglio comunale, con l’impegno dei consiglieri Notarbartolo, Saverino, Arcidiacono, Vullo e Catalano – ha aggiunto – per rilanciare la differenziata e controllare in maniera più seria come viene gestito il servizio”.
Il deputato ha messo in evidenza non solo il mancato raggiungimento degli obiettivi relativi alla percentuale di rifiuti differenziati da parte del Rti, a fronte di costi altissimi del conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati. Non solo. Anche i controlli, la comunicazione, il lavaggio periodico e la bonifica delle micro discariche, previste dal capitolato d’appalto, non sarebbero effettuati dalle imprese che, per questo, potrebbero subire multe salatissime, quasi 12 milioni di euro.
Come evidenziato da Niccolò Notarbartolo, “Paghiamo ogni anno 70 milioni di euro per il solo conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati – ha affermato il consigliere – e tutto ciò mentre i cittadini devono, con la Tari, coprire completamente il costo del servizio – ha detto – abbiamo già proposto in Consiglio, e lo rifaremo, un sistema di premialità per gli abitanti che riciclano, oltre ad una seria campagna di sensibilizzazione per incentivare la cultura del riuso e del riciclo: le associazioni lo chiedono da tempo, è evidente che la città è pronta e il Comune non può ignorare queste spinte. Ci sono tantissime competenze al di fuori dei palazzi della politica: il Comune deve metterle a frutto in vista del prossimo appalto”.
Berretta e Notarbartolo sono intervenuti anche sulla nomina del nuovo Direttore dell’Ecologia e Nu di Palazzo degli Elefanti. “E’ una scelta fondamentale – hanno concluso – ci auguriamo che venga selezionata una persona di elevatissime competenze tecniche ma soprattutto rigorosa e al di sopra di qualunque minimo sospetto”.
Un percorso che l’amministrazione comunale avrebbe già avviato. “Siamo consapevoli della necessità di rivoluzionare il sistema – ha replicato D’Agata – stiamo lavorando ormai da più di un anno per impostare quel nuovo modello di gestione dei rifiuti per Catania richiesto dalle associazioni e che condividiamo. Al punto da aver cominciato proprio dal ripristino della legalità che ha portato al licenziamento in tronco del dirigente dell’Ecologia, al trasferimento di ben quindici sorveglianti per ragioni di incompatibilità e alla regolarizzazione contabile di talune figure, senza contare le denunce all’autorità giudiziaria per alcuni fatti specifici sui quali si sta indagando. Ma questi sono fatti, non chiacchiere estive”.

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