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Messina – Il traffico pesante a Tremestieri e la città libera dai Tir

Francesco Torre

Messina – Il traffico pesante a Tremestieri e la città libera dai Tir

giovedì 14 Agosto 2014 - 04:30
Messina – Il traffico pesante a Tremestieri e la città libera dai Tir

Lavori da completare nei nuovi scivoli, procedure riaperte e fondi ministeriali a rischio dirottamento. È il sogno del sindaco Accorinti, ma il futuro dell’approdo è ancora incerto

Messina – Dopo tre anni e tre mesi di lavori, il Porto di Tremestieri ha iniziato finalmente ad essere attivo con entrambe le invasature. L’apertura integrale è stata ordinata dalla Capitaneria di Porto dalla mezzanotte di lunedì scorso, dopo 10 giorni di interdizione a causa dell’ultima fase dei lavori di dragaggio. Una piccola forzatura voluta – giustamente – dal sindaco Renato Accorinti, perché in attesa delle ultime lavorazioni gli altri soggetti interessati (Autorità Portuale e armatori) erano invece propensi ad un ulteriore rinvio di 15/20 giorni. La scelta finale, invece, è caduta sull’apertura diurna immediata, lasciando alla ditta “Scuttari” la possibilità di “manovrare” in libertà dalle 20 alle 7 di mattina.
Sono così 41 le corse giornaliere del nuovo porto attivo con le due invasature. Non molte in più di prima (erano 33), ma quando i lavori saranno totalmente completati si potrà arrivare a 60 corse, e dovrebbero essere adeguate per smaltire tutto il traffico pesante ed evitare le deroghe per gli imbocchi del centro città, che comunque torneranno ad essere “gestite” in house dal Comune tramite la Polizia Municipale.
“Il mio sogno è quello di istituire la tratta Tremestieri – Reggio per tutti i mezzi pesanti, chiudere la rada San Francesco e lasciare il molo Norimberga solo per il traffico leggero”, ha commentato il primo cittadino, euforico per il risultato raggiunto, anche se in profondo ritardo rispetto agli annunci. L’apertura della seconda invasatura, infatti, era stata promessa da Accorinti entro la fine del 2013. Perché il “dream” del sindaco scalzo si realizzi, però, si attendono quantomeno il completamento dei lavori da parte della ditta “Scuttari” e l’ottenimento della valutazione d’impatto ambientale per poter avviare i lavori di costruzione dei nuovi scivoli.
Ed è qui che sembrano esserci le più grosse incognite. In primis per via delle osservazioni di Wwf e Man, che hanno chiesto un supplemento di indagini e analisi. In secondo luogo perché la documentazione presentata dalla ditta appaltatrice, la Coedmar, ha riaperto i termini della procedura di salvaguardia. La riunione ministeriale per la Via, che doveva svolgersi giorni fa, è così già slittata a settembre inoltrato. Uno scivolamento dei termini che ha reso sempre più vicina la scadenza del dicembre 2015, quando i lavori finanziati dal Ministero dovranno essere conclusi, pena il dirottamento altrove delle somme.
Per il nuovo porto a Sud, ricordiamo, ballano ben 80 mln di euro: 10 del Cipe, 15 dell’Autorità Portuale, 20 della Regione e 35 del Ministero. I fondi, però, come già detto, sono già a rischio. Mareggiate a parte.

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