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Catania – Fogne sovraccariche e obsolete così muoiono il mare e il turismo

Desiree Miranda

Catania – Fogne sovraccariche e obsolete così muoiono il mare e il turismo

giovedì 21 Agosto 2014 - 21:00
Catania – Fogne sovraccariche e obsolete così muoiono il mare e il turismo

L’assessore Danubio: “Tantissime persone da noi nel periodo estivo, sversamenti incontrollati”. Situazione critica ad Aci Castello a causa di alghe e depurazione insufficiente

ACI CASTELLO (CT) – Mare sporco, situazione in continuo peggioramento e continua e colpevole latitanza delle amministrazioni che si sono susseguite. Queste sono le accuse dei cittadini nei confronti delle amministrazioni delle città di mare, Catania come Aci Castello. Un comune che si affaccia sul mare dovrebbe infatti vantare una tradizione e una cultura turistica non indifferente e invece, le ultime analisi condotte da Legambiente dimostrano come lo stato delle acque marine ioniche piuttosto che migliorare nel tempo è sempre più inquinato.
La balneazione per i liberi cittadini diventa quindi una esposizione pericolosa a fonti batteriche piuttosto che un momento di relax da vivere da soli o in compagnia. Ad Aci Castello poi, nonostante l’istituzione tanti anni fa dell’Area marina protetta Isole Ciclopi che abbraccia tutto il territorio comunale, ogni anno si presentano i soliti problemi per la presenza dell’alga Ostreopsis ovata, la cosiddetta mucillagine, che l’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha definito: “una microalga tropicale, potenzialmente tossica, presente anche nei nostri mari come nel resto del Mediterraneo, la cui fioritura (bloom) è stata associata a disturbi respiratori e febbre”.
L’alga in fioritura, (luglio e agosto sono i mesi più critici) produce infatti un meccanismo irritativo specifico sulle mucose respiratorie e congiuntivali, con conseguente irritazione congiuntivale, raffreddore, difficoltà respiratorie (tosse, respiro sibilante, broncospasmo con moderata dispnea) e febbre. Diverse le analisi nel mare del territorio di Aci Castello e dopo una prima interdizione della balneazione, la situazione, secondo quanto comunicato dal Comune, sarebbe tornata sotto la soglia dei limiti imposti per legge.
L’alga si produce naturalmente, certo, ma la sua fioritura e proliferazione è legata alla presenza in acqua di azoto e fosforo che di solito vengono apportati al mare dai fiumi, soprattutto nei tratti in cui vi è ristagno di acqua. Il mare castellese è ricchissimo di queste sostanze e non solo per l’apporto naturale dei corsi d’acquea, ma anche per la presenza di numerosi scarichi a mare. Non esiste un sistema fognario adeguato e quello esistente non riesce a supportare la pressione degli scarichi che nel periodo estivo aumenta a causa della maggiore presenza di abitanti che vengono a popolare la zona. È di poche settimane fa poi, la segnalazione dello sversamento nel porto di Acitrezza di liquidi scuri che hanno reso l’acqua particolarmente torbida. Si sarebbe riscontrato un notevole danno alla idropompa che solleva le fogne da via Gibuti verso Piazza Marina per cui l’amministrazione l’ha fatta sostituire.
E il perché del problema è sempre lo stesso, come ha più volte sottolineato l’assessore all’Ecologia, Salvo Dannubio: “Tantissime persone si trasferiscono da noi nel periodo estivo e poiché la rete fognaria è sovraccarica e obsoleta si verificano degli sversamenti incontrollati”. Passa il tempo e nulla cambia, e così alcuni cittadini hanno deciso di organizzare per venerdì sera alle 19 un flash mob di protesta pacifica, Crip – costume riposa in pace. “Faremo il funerale al costume, simbolo dell’estate e del nostro territorio, ma che purtroppo non possiamo più usare per fare il bagno. Siamo molto amareggiati e delusi dal continuo far nulla delle amministrazione. Sanno dire solo belle parole”, afferma Ninni Maugeri dell’associazione artistico-culturale Factory.

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