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Catania – Edifici insicuri, sgombero o no? La battaglia finisce in tribunale

Melania Tanteri

Catania – Edifici insicuri, sgombero o no? La battaglia finisce in tribunale

martedì 26 Agosto 2014 - 03:00
Catania – Edifici insicuri, sgombero o no? La battaglia finisce in tribunale

L’episodio fa riaccendere i riflettori sulla stabilità degli immobili e sul ruolo della burocrazia. “Anomalie strutturali” in via Furnari, fuoco incrociato tra Comune e residenti

CATANIA – Decine di famiglie rischiano di rimanere senza la propria casa. Succede a Catania, precisamente in via Furnari 31, dove ha sede un edificio definito “pericolante”, all’interno del quale, da decenni, abitano numerose famiglie. Venti nuclei familiari che potrebbero rimanere senza un tetto sulla testa. Sul palazzo, infatti, pende un’ordinanza comunale di sgombero per questione di incolumità. Ordinanza emessa dal sindaco Bianco nel mese di luglio, in seguito a una nota inviata dal perito della ditta, la Ibis, che sta realizzando un edificio in via Passo Di Aci, proprio alle spalle di via Furnari.
Una decisione contro la quale si sono mossi i residenti e che, attualmente, è sospesa grazie all’intercessione di due avvocati, Alessandro Pulvirenti e Ivan Maravigna che hanno presentato istanza di sospensione al Tar e che, a giorni, dovrebbero presentare un dettagliato ricorso per impedire lo sgombero dell’edificio.
A non aver convinto gli avvocati, infatti, le tempistiche con le quali, dopo decenni di immobilità, l’amministrazione comunale avrebbe deciso di procedere alla liberazione dello stabile dalle famiglie – che regolarmente pagano affitto e tasse – e il fatto che questa sia stata sollecitata da una nota inviata da un privato, la ditta che sta lavorando in via Passo di Aci appunto. “Il ricorso – spiegano Maravigna e Pulvirenti – si basa sul fatto che non esiste un pericolo imminente, esiste un fumus rappresentato da un direttore dei lavori, che a nostro avviso essendo parte interessata non poteva essere terzo, e una perizia, effettuata su incarico della curatela, che considera idoneo il palazzo dal punto di vista del rischio sismico, ma dice che ci sono delle anomalie strutturali nelle parti comuni”.
La storia, per la verità lunga e travagliata, inizia negli anni Sessanta quando l’edificio viene eretto da una società – la ditta Fratelli Venezia – presentando però difformità mai sanate rispetto al progetto originale. Da allora, nonostante un’ordinanza di demolizione, non accade nulla. Fino ad aprile di quest’anno, quando Agostino Presutti, direttore dei lavori del cantiere di via Passo di Aci, invia al Comune una nota in cui parla di “potenzialità di collasso strutturale”.
“Ci preoccupiamo solo della sicurezza delle famiglie” – aveva sottolineato il capo di Gabinetto, Massimo Rosso, in risposta alle proteste dei residenti. Ma l’iter è andato avanti fino alla pronuncia del Tar che, venerdì scorso, ha sospeso l’ordinanza di sgombero e dato tempo all’amministrazione comunale di presentare una relazione effettuata da uffici pubblici.
L’Amministrazione comunale, con una nota, ha “preso atto della decisione del Tar di sospendere temporaneamente lo sgombero degli abitanti del palazzo pericolante di via Furnari” affermando che “continuerà a seguire con estrema attenzione la vicenda”. “Va comunque precisato – continua la nota – che se è vero che le pessime condizioni dell’edificio vennero segnalate da una nota di un tecnico privato, non risponde al vero l’affermazione che non furono effettuati successivi controlli da parte di pubblici uffici. Dopo la segnalazione, che risale all’inizio di aprile, furono infatti predisposti dal Comune sopralluoghi dei tecnici del servizio pubblica incolumità che confermarono l’esistenza di una grave situazione di pericolo. Successivamente fu effettuato un sopralluogo congiunto con la Polizia municipale e i funzionari delle Direzioni Ecologia e ambiente e Servizi sociali”.

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