Piano Giovani, si vuole riprovare con il click day - QdS

Piano Giovani, si vuole riprovare con il click day

Raffaella Pessina

Piano Giovani, si vuole riprovare con il click day

venerdì 05 Settembre 2014 - 07:00
Piano Giovani, si vuole riprovare con il click day

Ma gli interessati chiedono la condanna dei responsabili per danno erariale. L’appello dei Giovani imprenditori: “Non bloccarlo”

PALERMO – La storia infinita del click day fallito segna un’altra puntata. Ieri si è tenuto un vertice a Palazzo d’Orleans sul Piano Giovani. Il governatore Rosario Crocetta ha riunito l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra, il dirigente del dipartimento Gianni Silvia e i funzionari di Sicilia e-Servizi per definire la nuova procedura di selezione dei tirocini dopo il flop day del 5 agosto scorso. Il Governo, come anticipato dall’assessore Scilabra durante l’audizione in commissione Lavoro all’Ars, riproporrà il sistema a sportello del click day, con accorgimenti tecnici per mettere in sicurezza software gestionale e piattaforma. Intanto Il Codacons in merito alla vicenda Piano Giovani e Click Day ha chiesto alla Procura della Repubblica di Palermo di essere riconosciuta parte offesa e nel contempo ha chiesto alla Sezione Giurisdizionale Sicilia della Corte dei Conti la condanna per danno erariale dei responsabili.
Sulla vicenda si mobilita anche il coordinamento Giovani imprenditori per la Sicilia, che raggruppa le sigle di Confindustria Giovani Imprenditori, Generazioni Legacoop Sicilia, Cna Giovani Imprenditori, Confesercenti Cngi. L’appello è di non "bloccare il Piano giovani. La Sicilia non può permettersi di bruciare questa opportunità". "Siamo convinti – scrivono gli imprenditori – dell’importanza d’investire sull’imprenditorialità dei giovani, di liberare energie e talenti nella piena convinzione che l’auto-impiego rappresenti una grande opportunità. Per questo chiediamo di pubblicare quanto prima i bandi delle altre azioni, tra le quali: il sostegno per le start up e l’auto-imprenditorialità, per le cooperative che gestiscono beni confiscati alla mafia, per i professionisti che vorranno mettersi in gioco, per la creazione dei co-work e per i tirocini abilitanti". "Noi – concludono i giovani imprenditori – siamo pronti ad un confronto con il governo, per mettere a disposizione le nostre storie, la nostra professionalità, il nostro entusiasmo per la corretta realizzazione di qualsiasi strumento possa rivelarsi utile a migliorare le condizioni di vita della nostra generazione".
Il Movimento cinque stelle si è invece mobilitato per spostare la sede di Frontex dalla Polonia. I grillini Ignazio Corrao e Laura Ferrara hanno posto la questione al Commissario Europeo per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom in commissione Libe, sulle questioni Frontex, Mare nostrum e il prossimo Frontex plus. I rappresentanti del Movimento cinque stelle hanno chiesto quali saranno gli stati che si impegneranno in Frontex plus, che ruolo giocherà l’Easo (European Asylum Support Office) per le richieste di diritto d’asilo che stanno aumentando di anno in anno in Italia. "Tutte questioni – ha detto Corrao – sulle quali emerge un silenzio assordate, sia da parte del Ministro Alfano, sia del commissario Malmstrom. Unica risposta dataci dal commissario è che Frontex Plus non andra’ a sostituire Mare Nostrum perchè sarà un’operazione limitata rispetto all’operazione italiana". "Questa vicenda – ha detto la parlamentare M5S Laura Ferrara – rischia di diventare una patetica commedia e ci sarebbe da ridere se non fosse per il fatto che riguarda la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo oltre che i rapporti tra i singoli Stati membri”.

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