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Catania – Scuola, Zfu e Palazzo di Cemento: come ricucire le ferite di Librino

Melania Tanteri

Catania – Scuola, Zfu e Palazzo di Cemento: come ricucire le ferite di Librino

mercoledì 01 Ottobre 2014 - 16:00
Catania – Scuola, Zfu e Palazzo di Cemento: come ricucire le ferite di Librino

L’assessore D’Agata: “Risorse esigue, difficoltà su vandalismo, furti di rame, pulizia delle strade”. Il tentativo di istituire l’Alberghiero, l’opera dei volontari, il progetto Piano

CATANIA – Librino di nuovo al centro dell’attenzione del mondo politico, e non solo di quello. Due eventi in particolare hanno riacceso l’attenzione sul quartiere periferico di Catania, la città satellite rimasta negli anni una grande incompiuta oggi oggetto di nuovi interventi. A cominciare da quello, promosso dal senatore della Repubblica Renzo Piano nell’ambito del progetto di Rammendo delle periferie, e parte del progetto del Gruppo che sta interessando da circa otto mesi anche la città satellite e, nello specifico, il Campo San Teodoro.
Il Gruppo G124 in questi mesi ha infatti cercato di coinvolgere attori pubblici e privati nella costruzione delle varie fasi del “rammendo” in collaborazione con due architetti, coordinati dall’architetto Mario Cucinella, con l’Università e l’associazionismo, in particolare l’“A.S.D. I Briganti Rugby Librino” ed il centro Iqbal Masih e l’Istituto scolastico “Vitaliano Brancati”, immaginando interventi per ricucire il territorio e, con questo, il tessuto sociale. E ha trovato collaborazione nell’amministrazione comunale, almeno per quanto riguarda l’affidamento del Campo San Teodoro, letteralmente adottato dall’associazione I Briganti che, da un paio di anni, lo hanno animato, restituendolo alla città. L’idea, ha spiegato l’assessore con delega a Librino, Saro D’Agata, è quella di formalizzare il lavoro effettuato dai Briganti. La discussione sarebbe già approdata in Giunta e mancherebbero alcuni dettagli.
Ma, il futuro di una delle zone più popolose della città è stato affrontato anche nel corso di un’assemblea pubblica, “Librino un anno dopo… Cose fatte e cose da fare”, promossa dall’Osservatorio Socio Politico dell’Arcidiocesi di Catania VII vicariato presieduto da Don Piero Sapienza e alla quale hanno preso parte anche l’assessore a Librino Rosario D’Agata, il segretario generale della Cisl scuola Pippo Denaro e il direttore di Confesercenti Salvo Politino. Scuola superiore, Zona franca urbana e le sorti del Palazzo di Cemento, tra gli argomenti trattati, per rilanciare le sorti dell’intera zona sud di Catania.
“Sulla questione specifica della scuola superiore – ha spiegato l’assessore D’Agata – non c’è dubbio che rappresenti un obiettivo significativo per eliminare la dispersione scolastica. L’anno scorso un tentativo è stato fatto – ha proseguito – poi però è abortito. Il tentativo è comunque quello – ha concluso – di portare qui l’alberghiero”. D’Agata ha poi parlato di Zfu come occasione per Librino, togliendole ricordando come il Comune abbia già messo nella disponibilità degli imprenditori che ne hanno fatto richiesta, molti beni, e sottolineando le difficoltà da parte delle istituzioni che, con risorse esigue, non possono garantire il controllo del territorio da atti di vandalismo, furti di cavi di rame, pulizia delle strade ed altre incombenze.
Un incontro proficuo, per Emanuele Bonomo, Responsabile Osservatorio socio-politico VII Vicariato, ma solo se alle parole seguiranno i fatti. “Se il Comune tiene davvero alla rinascita di questo quartiere – ha detto – non può più rimandare. D’Agata ci ha manifestato la sua disponibilità ad un’ulteriore confronto nei prossimi mesi – ha concluso – e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo ed accettare l’invito”.

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