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Caltanissetta – Quelle ex miniere dismesse diventate bombe ecologiche

redazione

Caltanissetta – Quelle ex miniere dismesse diventate bombe ecologiche

venerdì 31 Ottobre 2014 - 06:10
Caltanissetta – Quelle ex miniere dismesse diventate bombe ecologiche

Tre dirigenti regionali indagati per disastro ambientale colposo

SAN CATALDO (CL) – Tre siti minerari dismessi sono stati sequestrati dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico, perché venivano utilizzati come deposito per lo stoccaggio di rifiuti tossici. Tre persone sono state denunciate con l’accusa di disastro ambientale colposo e discarica abusiva. I provvedimenti sono stati emessi dal gip su richiesta della Procura di Caltanissetta, che da tempo sta conducendo indagini sulle miniere del nisseno trasformate in discariche per rifiuti tossici. Nelle miniere denominate Bosco, Palo 1 e Palo 2, i militari del Noe hanno scoperto migliaia di tonnellate di cemento amianto.
I tre indagati per disastro ambientale colposo, creazione di una discarica abusiva e danni ambientali sono tre dirigenti regionali: si tratta di Felice Crosta, ex vice commissario delegato per l’emergenza bonifiche, adesso in pensione, Dario Ticali e Marco Lupo, soggetti attuatori del commissario delegato in materia di bonifiche e risanamento ambientale.
Per i magistrati della Procura nissena e per i Carabinieri del Nucleo operativo ecologico ci sarebbe un pericolo per la salute dei cittadini vista la presenza nella miniera – dismessa da ventisei anni – di vecchi capannoni in cemento amianto che in parte sono crollati. Le polveri originate dallo sfaldamento del materiale, quindi, vengono trasportate dal vento e dall’acqua.
Nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i particolari dell’indagine il procuratore capo Sergio Lari e l’aggiunto Domenico Gozzo hanno sottolineato che dal 1999 la responsabilità del mantenimento del sito era affidata alla Regione, ma l’Ente non sarebbe intervenuto in maniera adeguata.
La Regione adesso è stata incaricata, a seguito del provvedimento del gip, di procedere alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’area. Entro sei mesi dovranno essere rimossi i materiali pericolosi, quindi i resti di amianto e gli olii esausti trovati all’esterno della miniera.
Entro quattro anni il sito dovrà essere bonificato in maniera completa e riconvertito per scopi culturali.

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