Lealisti ancora in guerra finanza regionale ferma - QdS

Lealisti ancora in guerra finanza regionale ferma

Raffaella Pessina

Lealisti ancora in guerra finanza regionale ferma

venerdì 16 Ottobre 2009 - 00:00

Saltata la riunione della Commissione Bilancio, la prossima è martedì 20. Micciché contrattacca ed elenca i risultati ottenuti

PALERMO – Regna un clima di incertezza politica nell’Assemblea Regionale Siciliana. Questa settimana è saltata ancora una volta la riunione della Commissione Bilancio, che deve esaminare il rendiconto finanziario 2008, l’assestamento di bilancio per il 2009. e soprattutto il Dpef. Ancora una volta è mancato il numero legale perchè i deputati “lealisti” del Pdl non si sono presentati.
Ieri mattina il presidente della Commissione Bilancio Riccardo Savona si è recato all’Assessorato per ottenere chiarimenti, ma soprattutto assicurazioni per la riunione della prossima settimana, fissata per martedì 20 ottobre . L’assessore Roberto di Mauro ha dichiarato: “Mi auguro che già dalla prossima seduta, in commissione si ricreino le condizioni per la discussione del Documento di programmazione economica e finanziaria, del rendiconto generale e dell’assestamento di bilancio, in modo da uscire dall’attuale impasse. Il governo è pronto e disponibile al confronto con tutto il Parlamento, fermo restando l’obiettivo di risanamento e della correzione dei conti del 2009”.
Il capogruppo del Pd Antonello Cracolici ha affermato che la maggioranza non c’è più e che sarebbe meglio tornare a votare, mentre Raffaele Lombardo, ha detto che la Commissione bilancio “sarebbe meglio convocarla direttamente dopo il 25 ottobre”, ossia il giorno delle primarie del Pd. Qualcuno sostiene infatti che Lombardo potrebbe rivolgere attenzioni proprio al Partito Democratico per ottenere quei numeri necessari a far approvare i provvedimenti in Aula e proseguire il suo programma di riforme istituzionali. Dal canto suo Beppe Lumia, il candidato alla segreteria Pd che sembrava favorevole a un’alleanza con l’Mpa, oggi ha tenuto a far sapere che i democratici “non saranno mai stampella” del Governatore della Sicilia.
La gravità della crisi politica nata all’interno del Pdl è aggravata dal documento firmato dai senatori e deputati nazionali (D’Alì, Battaglia, Galioto, Vicari, Vizzini, Cristaldi, Garofalo, Gibino, La Loggia, Marinello, Pagano, Palumbo e Torrisi Fontana e Germanà) dell’area Schifani/Alfano, con il quale chiedono le dimissioni, non solo dal Governo ma anche dal Partito, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, reo di aver chiesto a sua volta la testa dell’assessore regionale all’ambiente Mario Milone.
L’ala finiana e Dore Misuraca hanno subito fatto quadrato attorno al sottosegretario. Ma, com’è nel suo carattere, Miccichè non le ha certo mandate a dire e, dal suo blog, ha definito i firmatari della richiesta di dimissioni persone “sanno solo fare panza e presenza e scrivere buffonate, per servire i padroni di corte”. Miccichè, per sottolineare che invece la sua è ben più di una semplice presenza, ha elencato i risultati ottenuti per la Sicilia: l’apertura della Palermo-Messina, la condotta idrica di Scillato, Kals’art, il museo regionale di arte moderna e contemporanea a Palazzo Riso, la nascita del quarto polo universitario siciliano, Kore, a Enna, la prima soap opera siciliana, Agrodolce, la Biennale , l’apertura ai siciliani, per la prima volta nella storia, del Portone monumentale Maqueda, di Palazzo reale e il Rimed, il centro di ricerca a Carini. Lo scontro interno al Pdl, dunque, si preannuncia aspro sia in Sicilia che a Roma, anche se il prossimo round è rinviato alla prossima settimana.

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