Statuto speciale, riforma richiesta da più parti - QdS

Statuto speciale, riforma richiesta da più parti

Raffaella Pessina

Statuto speciale, riforma richiesta da più parti

venerdì 05 Dicembre 2014 - 06:00
Statuto speciale, riforma richiesta da più parti

Ioppolo e Musumeci chiedono di costituire un’apposita commissione all’Ars. Capodicasa, deputato nazionale Pd, per ripresentare Ddl del 2005

PALERMO – Il parlamentare nazionale del Pd Angelo Capodicasa ha annunciato che sosterrà la battaglia in Senato per la riforma dell’articolo 36 dello Statuto siciliano, per consentire alla Regione di riscuotere le imposte di fabbricazione su quanto prodotto in Sicilia, circa 8 miliardi di euro l’anno che in atto vanno nelle casse dello Stato.
Il deputato democratico ha assicurato che ripresenterà alla Camera lo stesso disegno di legge voto per la riforma organica dello Statuto della Regione siciliana approvato con legge voto nel 2005 dall’Ars e trasmesso a Palazzo Madama, ma mai affrontato dal Parlamento nazionale, nonostante le sollecitazioni del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone al presidente del Senato Piero Grasso e al presidente della commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro, entrambi siciliani.
E Gino Ioppolo e Nello Musumeci della omonima Lista all’Ars hanno chiesto la costituzione di una commissione per la riforma dello Statuto speciale della Sicilia che aggiorni, “adeguandolo alla nuova realtà sociale e istituzionale”, il testo varato dalla commissione speciale e trasformato in disegno di legge voto nel 2005, già approvato dall’Ars, ma mai preso in esame dal Senato. “Il lavoro elaborato dalla commissione nel 2005 è ormai datato, quella proposta va rivista e aggiornata – hanno detto i parlamentari – facendo salva la specialità dell’Autonomia siciliana e allargando semmai le competenze, alla luce della riforma dell’articolo V della Costituzione, del federalismo fiscale e degli sviluppi dei rapporti economici, in particolare con i paesi del Mediterraneo”.
E proprio questa mattina all’Ars si discute della riforma dell’articolo 36 dello Statuto in materia di entrate tributarie. L’ iniziativa è del presidente Ardizzone, che ha invitato a Palazzo dei Normanni i senatori e i deputati eletti nell’Isola, oltre ai parlamentari di Sala d’Ercole. Sul tavolo della discussione anche le questioni legate ai rapporti finanziari tra Stato e Regione e le novità contenute nell’articolo 38 del decreto Sblocca Italia.
Riprenderanno intanto martedì prossimo i lavori parlamentari dove non vi sarà all’ordine del giorno la materia finanziaria e il bilancio, perché c’è già in previsione di andare per i primi mesi del 2015 a esercizio provvisorio. Il Movimento Cinque Stelle ha detto: “Il nuovo mutuo non va assolutamente acceso – così Giorgio Ciaccio di M5S – Non possiamo continuare ad indebitare i siciliani che pagheranno con aliquote Irpef ed Irap al massimo chissà per quanto tempo”. I grillini in una nota specificano che negli ultimi 14 anni la Regione “ha attivato mutui e prestiti per quasi dieci miliardi di euro gran parte di quali sono ancora in fase di restituzione”. “Dal 2000 al 2012, secondo quanto riportato dal rendiconto della Regione per l’esercizio finanziario 2012 – è scritto in una nota – sono stati attivati finanziamenti per un totale di 6.770.000.000, che portano a sfiorare quota dieci miliardi con i due mutui pensati dalla giunta Crocetta (quello di un miliardo già acceso e quello di due miliardi in cantiere in questi giorni). Per queste erogazioni finora sono stati pagati 261 milioni di euro di interessi e si costringeranno i Siciliani a pagare rate fino al 2042”.

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