Vendite di immobili residenziali +3,6% ma rispetto a 10 anni fa è ancora crisi - QdS

Vendite di immobili residenziali +3,6% ma rispetto a 10 anni fa è ancora crisi

Oriana Sipala

Vendite di immobili residenziali +3,6% ma rispetto a 10 anni fa è ancora crisi

mercoledì 10 Dicembre 2014 - 05:10
Vendite di immobili residenziali +3,6% ma rispetto a 10 anni fa è ancora crisi

Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate: nel terzo trimestre 2014 solo nel settore terziario si va indietro. Tra le realtà metropolitane al meglio Firenze con +22,8% e Bologna +18,7% rispetto al 2013

PALERMO – Se nel secondo trimestre dell’anno in corso il mercato immobiliare registrava una sensibile flessione, nel trimestre successivo la situazione sembra sbloccarsi. Gli ultimi dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, aggiornati al 20 novembre, certificano infatti un aumento delle compravendite in tutti i settori, ad eccezione di quello terziario, per il quale si registra un lieve calo del 2%.
Per quanto riguarda il settore residenziale, nel III trimestre 2014, qui preso in esame, si sono effettuate quasi 95 mila transazioni immobiliari, il 4,1% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello specifico, l’aumento più consistente si è registrato nelle regioni del Centro (+4,5%), seguono poi quelle settentrionali (+4,3%) e quelle del Sud (+3,6%).
Nessun segno negativo si riscontra nemmeno se prendiamo in considerazione l’andamento del mercato nei Comuni capoluogo e, separatamente, l’andamento nei Comuni non capoluogo. Nei primi si riscontra un aumento più accentuato (+5,7% al Nord, +8,9% al Centro, +6,7% al Sud, per un dato complessivo del 6,9%); nei Comuni minori, invece, l’aumento è più contenuto (+3,8% al Nord, +0,6% al Centro, +2,5% al Sud, per un dato complessivo del 2,8%).
Si riduce pertanto il gap rispetto al 2004, quando il mercato immobiliare attraversava un periodo di grande vitalità, ma la contrazione si mantiene ancora molto forte: rispetto al III trimestre del 2004, infatti, la flessione nei capoluoghi è pari a -40% circa, con le perdite maggiori al Nord (-41%), di poco inferiori al Sud (-39,6%), e al Centro, -38,3% . Risulta superiore la perdita nei Comuni minori (-50,7%), con un calo che raggiunge il -54,8% al Centro e il -51% al Nord, e di poco inferiore al Sud (-47,8%).
Guardando alle realtà metropolitane, vediamo come l’incremento più consistente degli immobili residenziali compravenduti si riscontri a Firenze (+22,8% rispetto al III trimestre del 2013) e a Bologna (+18,7%). Seguono Roma e Genova, dove l’aumento è pari rispettivamente all’11,8% e al 10,4%.
Anche a Palermo si registra un sensibile incremento dell’8,9%. Lo stesso discorso non vale per i Comuni situati nel resto del territorio palermitano, dove si rileva un calo del 2,4%. In questo specifico caso, la flessione è addirittura più accentuata di quella che si è rilevata nel II trimestre 2014 (dove rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la flessione si è attestata a -1,7%). La provincia di Palermo, assieme a quella di Torino, è l’unica in cui si è registrata una flessione del mercato immobiliare per quanto attiene i Comuni minori. In tutte le altre, invece, si riscontra la tendenza opposta: nei Comuni minori della provincia di Milano l’incremento è pari all’8,8%, seguono poi quelli della provincia di Firenze (+7,4%) di Genova (+6,3%) e di Napoli (+6,1%).
Come accennato, anche per i settori non residenziali si riscontra, nel III trimestre 2014, uno sblocco delle compravendite, fatta eccezione per il settore terziario. Il rialzo dei settori commerciale e produttivo è pari rispettivamente al 9% e all’1,6%, mentre il calo del terziario si attesta al 2% (si tratta comunque di una flessione più contenuta rispetto a quella del trimestre precedente, pari a -6,9%). Dal 2004, come nel caso del settore residenziale, permangono forti perdite: -52,7% per le compravendite nel settore commerciale, -51,8% nel terziario, -38% nel produttivo.
Questi i numeri disaggregati per macroarea, riferiti al III trimestre dell’anno in corso: per il settore terziario si attesta un calo accentuato al Nord (-11,9%), mentre al Sud e al Centro si registra un rialzo, rispettivamente del 16,3% e dell’11,5%. Riguardo al settore commerciale, una crescita significativa si riscontra dappertutto, con punte massime al Sud (+12,2%) e al Nord (+10%) e con un incremento più lieve al Centro (+3%). Infine, per quanto attiene il settore produttivo, non si registra lo stesso andamento in tutte le macroaree: al Sud, infatti, riscontriamo un netto calo, pari all’8,8%, mentre le regioni trainanti in questo settore sono quelle del Centro, dove il rialzo è pari all’11,9%; al Nord, infine, si registra un +2,5%.

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