Messina - Risanamento, costosissimi ritardi. 15 milioni di euro per adeguare i progetti - QdS

Messina – Risanamento, costosissimi ritardi. 15 milioni di euro per adeguare i progetti

Francesco Torre

Messina – Risanamento, costosissimi ritardi. 15 milioni di euro per adeguare i progetti

mercoledì 21 Ottobre 2009 - 00:00

L’adeguamento dei prezzi ha comportato una rimodulazione al rialzo delle somme da destinare. Finanziati 231 alloggi da costruire per eliminare le vergognose baraccopoli

MESSINA – 48 milioni, 43 mila, 382 euro. O meglio, 26 milioni e mezzo già finanziati ma precedentemente bloccati per carenza di disponibilità economiche, e 21 milioni e mezzo circa rifinanziati dopo l’adeguamento dei progetti e l’aggiornamento dei prezzi, aggiornamento di cui vi avevamo già parlato qualche settimana fa (QdS n. 180 del 26 settembre 2009, “Risanamento, un’altra sprecopoli – 15 mln di euro persi per via dei ritardi”), e di cui oggi riproponiamo la tabella con i sette interventi sbloccati o decretati, gli importi originati e quelli aggiornati.
Le opere in questione sono state finanziate dalla Regione Siciliana sbloccando le somme presenti per la ex legge 10 del 1990 (legge sul risanamento della città di Messina), e serviranno per la realizzazione di 231 alloggi e per opere di urbanizzazione, verde attrezzato e parchi urbani.
“Stiamo lavorando con grande dedizione – ha commentato in proposito l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Nino Beninati, messinese – per il pieno e proficuo utilizzo di tutte le risorse provenienti dalla legge 10 del 1990 sul risanamento della città di Messina. Il nostro impegno per la città dello Stretto passa anche attraverso lo sblocco ed il recupero di fondi già esistenti, la velocizzazione delle procedure per la realizzazione di importanti complessi già programmati da tempo ed il contestuale avvio delle opere di urbanizzazione che garantiscono spazi di vivibilità. Ciò è stato possibile grazie anche alla legge 4 del 2002 che ha semplificato ed accelerato tutte le procedure. Anche questo serve a dare risposte concrete ai messinesi in termini di efficienza amministrativa. Sento la necessità – ha concluso Beninati – di esprimere il mio compiacimento per il clima di grande collaborazione che si è instaurato fra l’amministrazione comunale, l’Iacp di Messina e gli uffici dell’assessorato ai Lavori pubblici, clima che permette di affrontare insieme grandi temi e portarli velocemente a proficua soluzione”.
Questi 48 milioni di euro, con ogni probabilità, e sperando nel più breve tempo possibile, si trasformeranno in case, e tutti noi sappiamo quanto ancora sia forte l’emergenza abitativa in città, con circa 3.000 baracche presenti su tutto il territorio comunale.
Ma al coro degli entusiasti non possiamo non ricordare che quegli stessi progetti, come ricordato dal segretario generale della Cgil Lillo Oceano, solo qualche anno fa sarebbero costati alla Regione meno di 33 milioni di euro, e che solo per via dei ritardi congiunti di chi doveva effettuare progetti ed adeguamenti (IACP, Comune, Genio Civile) e di chi doveva finanziarli (Regione Siciliana), si è arrivati ad uno spreco di 15 milioni. Di soldi pubblici. Quindi, altro che proclami!

L’annuncio di Rao. La graduatoria per l’emergenza abitativa
MESSINA – E mentre allo Iacp il Commissario Santoro stappa lo champagne per l’assegnazione di questi fondi (assolutamente sovradimensionati rispetto alle stime iniziali), l’assessore al risanamento del Comune Pippo Rao annuncia finalmente la graduatoria per l’emergenza abitativa. Frutto di un bando pubblico presentato all’inizio dell’anno dal sindaco, dallo stesso assessore e dal dirigente del settore, l’arch. Maria Canale, e basata su linee guida approvate dalla Giunta nell’ottobre scorso, la graduatoria ha visto l’accoglimento di sole 43 domande sulle 234 arrivate, con sette ricorsi di cui due accolti. Le domande respinte erano evidentemente prive dei requisiti necessari. Il bando, ricordiamolo, era stato osteggiato dall’opposizione in quanto promulgato in assenza di un regolamento comunale che limitasse le ingerenze della Giunta sulla discrezionalità dell’accoglimento delle domande. Si intravede, dunque, già da ora, una guerra tra poveri (e clienti) per la conquista della casa?

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