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Messina – Zona Falcata, ancora in attesa della decontaminazione

Lina Bruno

Messina – Zona Falcata, ancora in attesa della decontaminazione

mercoledì 11 Febbraio 2015 - 08:00
Messina – Zona Falcata, ancora in attesa della decontaminazione

Iniziativa di Università di Messina e Sovrintendenza insieme per ripartire dalla bonifica delle aree. Assessore Lavori pubblici, De Cola: “Appalto fermo per mancanza di risorse”

MESSINA – Un’area simbolo della città, un giacimento culturale come qualcuno lo definisce, da cui poter ripartire per recuperare l’identità perduta. La zona Falcata ritorna periodicamente al centro del dibattito come fulcro vitale da cui la città potrebbe trarre nuova linfa per risollevare le sorti di un sistema economico ormai al collasso attraverso un percorso di riqualificazione. Ogni volta però non si va oltre le buone intenzioni e i proclami, come quello che voleva già da tempo la soppressione dell’Ente Porto, in conflitto di competenze con l’Autorità portuale, e ostacolo per l’avvio di qualsiasi discorso progettuale.
La penisola di San Raineri in realtà ha avuto negli ultimi decenni un ruolo marginale nella città dello stretto malgrado la sua posizione strategica e la sua grande potenzialità. Troppe frammentazioni, con istituzioni incapaci di andare oltre il proprio steccato e perseguire un unico obiettivo.
Adesso ci ha provato l’Università con il Rettore Pietro Navarra insieme al Soprintendente Rocco Scimone, a mettere insieme le varie anime per trovare un percorso unitario, partendo dalla bonifica delle aree. “Gli interventi partiti nel 2004 si sono più volte interrotti- ha ricordato l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Croce – ma hanno portato comunque al superamento di alcune emergenze come quelle legate alla ex stazione di degassifica con lo svuotamento dei serbatoi e la messa in sicurezza dell’inceneritore”.
Ma ci si è fermati e le altre gravi emergenze che riguardano ad esempio la decontaminazione di una vasta porzione di suolo e lo smantellamento degli ecomostri sono lì che attendono. Croce promette sulla questione un tavolo tecnico permanente mentre un appalto sulla bonifica, ricorda Sergio De Cola, assessore comunale ai Lavori pubblici, è attualmente fermo per mancanza di disponibilità finanziaria tranne che per una piccola parte.
Gli unici interventi sostanziali fatti negli ultimi due anni nell’area sono quelli dall’Autorità Portuale, tra questi alcuni lavori di messa in sicurezza ed il ripristino di via San Raineri costata oltre due milioni e mezzo di euro. Grazie poi al ruolo di tutela della Marina Militare nel 2014 nella Falce ci sono stati 10 mila persone che hanno visitato Forte San Salvatore. Per la Real Cittadella, abbandonata l’idea della creazione di un Centro di documentazione e produzione di arti contemporane e visto che sono andati persi gli 11 mln di euro di finanziamento, la Soprintendenza ai Beni culturali adesso punta alla nascita di un grande Centro polifunzionale con due musei che dovrebbero diventare sezioni integranti del Museo Regionale, finalmente completato.

Soprintendente Scimone: “Progettare in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte”
“Sulla zona Falcata,- sottolinea il Soprintendente Rocco Scimone- c’è un ipotesi progettuale che prevede un finanziamento di 70 mln di euro con fondi Por della programmazione 2015/2020. L’idea fa parte di un progetto di più ampio respiro rivolto alla città, per il quale abbiamo chiesto complessivamente160 mln di euro e che riguarda la valorizzazione di aree di proprietà regionale, su cui abbiamo ormai dal 2013 la competenza. Abbiamo pensato tra gli altri di includere gli spazi ex Fiera, la capitaneria di Porto, l’ex Margherita oltre la Badiazza a cui servono ormai pochi interventi per la completa fruizione”.
La Zona Falcata è un area complessa che può diventare volano culturale ed economico della città ma ogni idea di riqualificazione, secondo Scimone deve passare da un prioritario intervento di bonifica. “La nostra competenza è sulla Real Cittadella dove non ci sono grossi lavori di restauro da effettuare, sottolinea il Soprintendente, ma è ovvio che dobbiamo progettare in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune all’Autorità Portuale alla Marina Militare perché i finanziamenti saranno assegnati alla funzionalità dell’intera area”.

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