Privacy, nel 2014 irrogate sanzioni per 5 mln - QdS

Privacy, nel 2014 irrogate sanzioni per 5 mln

Patrizia Penna

Privacy, nel 2014 irrogate sanzioni per 5 mln

martedì 24 Febbraio 2015 - 14:30
Privacy, nel 2014 irrogate sanzioni per 5 mln

Il Garante ha espresso parere favorevole all’uso di nuove tecnologie volte alla geolocalizzazione di persone disperse in montagna, capaci di rendere ancora più rapide, efficienti e precise le operazioni di soccorso.

ROMA – Con la tutela della privacy non si scherza. Lo sanno bene le pubbliche amministrazioni e le società private italiane che nel 2014 si sono viste irrogare dal Garante della privacy sanzioni per un importo complessivo di 5 milioni di euro.
Tra gli aspetti più significativi che emergono dal bilancio annuale dell’attività ispettiva condotta dal Garante lo scorso anno, figura un aumento dell’importo di circa un milione, il 20% in più.
Mancata adozione delle misure di sicurezza, omessa o carente informativa, uso illecito di dati personali: sono queste le violazioni riscontrate più di frequente nel corso delle 385 ispezioni effettuate anche mediante il contributo delle Unità speciali della Guardia di finanza – Nucleo speciale privacy e che hanno prodotto ben 39 segnalazioni all’autorità giudiziaria e 577 sanzioni amministrative.
Quello della tutela della sfera privata e dei dati sensibili del cittadino è un compito che si rivela ogni giorno più arduo a causa della digitalizzazione di molti servizi. Controllare l’enorme flusso di informazioni che ci si scambia sul web è estramemente difficile. Ed è per questo che l’Autorità ha svolto la sua capillare attività di controllo sui più svariati settori: dai “compro oro” agli operatori telefonici e call center.

Privacy e Sicurezza
Privacy fa rima con sicurezza. Lo ha stabilito il Garante che ha espresso parere favorevole all’uso di nuove tecnologie volte alla geolocalizzazione di persone disperse in montagna, capaci di rendere ancora più rapide, efficienti e precise le operazioni di soccorso. I due nuovi sistemi, sottoposti al vaglio dell’Autorità dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), trasmetteranno i dati di geolocalizzazione dello smartphone dei dispersi a una centrale operativa dedicata del Cnsas, senza l’intermediazione dell’operatore telefonico e il consenso delle persone da soccorrere.

La localizzazione avverrà solo dopo l’attivazione formale delle ricerche da parte del 118 (Sanità), dal 115 (Vigili del Fuoco) o dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. I dati raccolti riguarderanno esclusivamente la posizione geografica dei dispersi e saranno acquisiti solo per il tempo necessario alla loro localizzazione, allo scopo di salvaguardarne la vita o l’integrità fisica.
Il Garante non ha ravvisato ostacoli all’utilizzo di queste nuove tecnologie alla luce di quanto indicato nel provvedimento del 19 dicembre 2008, con il quale si è ritenuto lecito acquisire dati sulla localizzazione dei dispersi, per salvaguardarne l’incolumità, anche senza il consenso degli interessati.

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