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Palermo – Gesap, Cciaa e Confcommercio parte civile nel processo a Roberto Helg

Gaspare Ingargiola

Palermo – Gesap, Cciaa e Confcommercio parte civile nel processo a Roberto Helg

venerdì 06 Marzo 2015 - 16:30
Palermo – Gesap, Cciaa e Confcommercio parte civile nel processo a Roberto Helg

Una decisione presa dopo l’arresto dell’uomo che per anni è stato fra i vertici di queste istituzioni. Anche il Comune capoluogo ha annunciato la volontà di percorrere questa strada

PALERMO – Roberto Helg, arrestato martedì per estorsione ai danni dell’imprenditore Santi Palazzolo, era presidente della Camera di Commercio dal 2006, vicepresidente della Gesap dal 2001 al 2010 e dal 2011 a oggi, presidente di Confcommercio Palermo dal 1997, Cavaliere della Repubblica Italiana addirittura dal 1976. Per anni è stato il deus ex machina del mondo imprenditoriale palermitano, simbolo della legalità grazie agli appositi protocolli siglati con Addiopizzo, Comune, Prefettura, Provincia e ordini professionali e ai suoi costanti inviti ai esercenti perché denunciassero il pizzo.
Ha mantenuto le due cariche alla Camera di Commercio e soprattutto alla Confcommercio nonostante la sua azienda, specializzata in articoli da regalo e per la casa, fosse fallita nel 2012 dopo quarant’anni di attività. Per questo stupisce il tardivo scalpore suscitato da questa circostanza: nessuno, finora, aveva espresso perplessità su Helg, che ha ricoperto incarichi di vertice anche in Confcommercio Sicilia e nella giunta nazionale.
È certo che la vicenda che lo ha visto protagonista in negativo ha lasciato di stucco tutti (“È stata una pugnalata al fegato”, ha detto Rosanna Montalto, una dei quattro vice presidenti di Confcommercio Palermo, con delega alla Legalità) e adesso c’è chi, come l’altra vice presidente Patrizia Di Dio, teme “di aver accompagnato da Helg alcuni imprenditori in difficoltà per questioni burocratiche, imprenditori che, potenzialmente, potevano subire un’estorsione”.
Ma come stanno reagendo e come si muoveranno in futuro le istituzioni coinvolte nello scandalo? Partiamo proprio da Confcommercio Palermo. Il giorno stesso dell’arresto il gruppo dirigente, composto dai vice presidenti (oltre alla Di Dio e alla Montalto ci sono Antonello Di Liberto e Luigi Genuardi), ha espulso Helg e affidato l’incarico di presidente ad interim a Genuardi, che dei quattro era il vice presidente vicario. La scheda dedicata ad Helg è stata già cancellata dal sito dell’associazione. “La notizia – ha affermato la Montalto – ci ha investiti come una bomba. Ho sempre condiviso tutte le diverse iniziative in difesa delle vittime della mafia e non ho mai trovato un ostacolo da parte di Helg. Non arretreremo di un passo nella battaglia per la legalità. Anzi, vorrei sottolineare che se il collega Palazzolo (peraltro dirigente di Confcommercio, nda) ha denunciato questi fatti gravissimi, forse un po’ di merito è anche nostro, visto che da anni diamo battaglia su questi temi”.
La Montalto poi ha annunciato che Fabio Lanfranca, l’avvocato che in prima istanza sembrava propenso a presentare la richiesta per gli arresti domiciliari, “non assisterà Helg perché lui è l’avvocato di Confcommercio e delle vittime della mafia, non degli estorsori”.
Quanto alla Camera di Commercio, la Giunta camerale è convocata per lunedì alle 9. Il governatore Rosario Crocetta ha accennato alla stampa “l’ipotesi di commissariarla, ne abbiamo già discusso in giunta”. Con Helg dietro le sbarre sarà il vice Antonio Albanese, presidente di Confindustria Palermo, a guidare l’Ente di via Emerico Amari. Si attendono le dimissioni dell’arrestato, il cui mandato scade nel 2016. Senza quelle, sostituire Helg potrebbe essere complicato anche per Palazzo d’Orleans, sulla base di una legge regionale del 2010.
Nel marasma di dichiarazioni di politici e rappresentanti delle istituzioni c’è un unico comune denominatore: la decisione di Comune di Palermo, Camera di Commercio, Gesap e Confcommercio di costituirsi parte civile al processo. Resta da capire se Helg abbia agito da solo o all’interno di un sistema delinquenziale. “Anche perché – ha sostenuto Crocetta – se la motivazione di Helg è legata al fallimento delle sue aziende e alle difficoltà economiche che ne sono scaturite, siccome quel fallimento risale alla fine del 2012, significa che Helg si trovava in difficoltà finanziaria ormai da diversi anni. Chi ci ha provato una volta non è detto che non lo abbia fatto altre volte. Per carità, nessuna certezza e nessun sospetto, però è giusto che si risponda ai dubbi dei cittadini e dei lavoratori dell’aeroporto”.

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