Olio d’oliva, l’oro giallo siciliano incoronato per la migliore qualità - QdS

Olio d’oliva, l’oro giallo siciliano incoronato per la migliore qualità

Serena Giovanna Grasso

Olio d’oliva, l’oro giallo siciliano incoronato per la migliore qualità

sabato 21 Marzo 2015 - 18:00
Olio d’oliva, l’oro giallo siciliano incoronato per la migliore qualità

Con 10 titoli “Tre foglie” e 11 “Due foglie rosse” Isola prima nella classifica di Gambero rosso. Notevoli risultati conseguiti nonostante le negative condizioni climatiche e la mosca killer

PALERMO – Ogni tanto onori e glorie toccano anche ad una terra tanto martoriata quale è per l’appunto la nostra. L’oggetto in questione che merita tutta la nostra attenzione è proprio l’oro giallo, ossia l’olio d’oliva. Infatti, secondo la guida “Oli d’Italia 2015” curata da Gambero rosso e giunta ormai alla quarta edizione, la Sicilia guadagna il primo posto in graduatoria con la bellezza di dieci oli premiati con le consuete “Tre foglie” e undici oli premiati con le “Due foglie rosse”. Risultati a dir poco notevoli in considerazion del fatto che il titolo “Tre foglie” nel corso del 2014 ha conosciuto 72 attribuzioni (quindi è andata all’Isola quasi una ogni sette), mentre le “Due foglie rosse” ne ha contate 80 (stavolta alla Sicilia più di una ogni otto).
Specifichiamo che con “Tre foglie” si intende il massimo punteggio riconoscibile, mentre quello delle “Due foglie rosse” gli oli che hanno ottenuto un punteggio compreso tra 87 e 89. Come sottolinea il curatore della guida, Stefano Polacchi, quella delle “Due foglie rosse” è una novità di quest’anno: “A sottolineare l’eccellenza, quest’anno abbiamo introdotto- sulla scia dei nostri colleghi del vino- le Due foglie rosse”. Dunque, così facendo si vogliono premiare anche le altre eccellenze che rimarrebbero altrimenti escluse se si considerasse esclusivamente la cosiddetta “medaglia d’oro”. La Sicilia ne conta davvero tante eccellenze, sia per quel attiene il primo che per il secondo posto, tanto da collocarsi al primo posto della graduatoria con il numero più alto.
La nostra Isola è stata capace di scansare anche la Toscana, regione storicamente rinomata per qualità dell’olio: infatti, lo scorso anno i suoi oli hanno conquistato nove etichette da “Tre foglie” e sette da “Due foglie rosse”. Incredibilmente positivi sono i risultati ottenuti dalla nostra regione, nonostante tutti i fattori che nel corso dello scorso anno ne hanno sensibilmente minacciato la produzione. Parliamo innanzitutto delle condizioni climatiche avverse che con un tasso di umidità nell’aria eccessivamente alto durante i mesi estivi, unito a scarsità di precipitazioni, ha danneggiato parti consistenti delle colture di ulivi.
Al fattore ambientale-climatico dobbiamo poi aggiungere gli effetti rovinosi riscontrati sulle coltivazioni, assimilabili quasi ad una vera e propria infezione la cui responsabile è la cosiddetta “mosca killer” (Bactrocea Oleae). A livello nazionale, proprio quest’ultima avrebbe “bevuto” (leggasi mandato in rovina) più d’un litro d’olio su tre. Infatti, nell’intero Stivale la produzione d’olio è crollata mediamente del 35%. Per fortuna, in un tale marasma alla Sicilia sono toccate le perdite più contenute: -22% rispetto alla produzione di olio extra vergine di oliva registrata nel 2013.
Per ben concludere, merita una menzione speciale la performance del Primo di Cutrera, monocultivar (olio prodotto con un’unica varietà di olive) di Tonda Iblea che ha ottenuto il premio come “Miglior olio dop”: introdotto quest’anno sia per riconoscere il valore della certificazione d’origine, sia perché questa dop siciliana, nonostante l’annus horribilis appena passato, si è distinta per la serietà del suo lavoro sull’identità territoriale e il rigore produttivo.


Impennata dei costi: si è passati dai 3,50 € a 5,50 € al litro
Se da una parte la congiuntura dei suddetti fattori negativi, come abbiamo visto, non ha minimamente intaccato la qualità dell’olio extra vergine d’oliva siciliano, facendogli al contrario conquistare la prima posizione nella classifica di Gambero rosso, stesso discorso non possiamo farlo per la quantità. Infatti, come anticipato la produzione ha subìto una drastica riduzione, tutto a danno delle tasche dei consumatori naturalmente, poiché a minor quantità corrisponde una diretta impennata dei costi. Ad Agrigento ma anche a Trapani e a Palermo, il costo al consumatore dell’olio extra vergine d’oliva è schizzato da 3,50 euro al litro a 5,50 euro per le grandi quantità, mentre per le piccole quantità vendute al frantoio il prezzo è arrivato a 6 euro al litro. Mediamente sono questi i prezzi che ritroveremo andando a fare la spesa.
Mentre le associazioni di consumatori invitano a diffidare dai prezzi estremamente convenienti. Infatti, è assai improbabile che in un’annata critica come quella appena trascorsa il prezzo dell’olio per litro sia pari a pochi euro, a meno che non si tratti di miscele di dubbia qualità.

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