Ars, stoppato il rinvio del ddl riforma Province - QdS

Ars, stoppato il rinvio del ddl riforma Province

Raffaella Pessina

Ars, stoppato il rinvio del ddl riforma Province

mercoledì 08 Aprile 2015 - 08:00
Ars, stoppato il rinvio del ddl riforma Province

Chiesto dalle opposizioni, contrario il presidente Ardizzone: “Non risolutivo”. Francesco Cascio (Ncd) a Rosario Crocetta: “Inadeguato a guidare la Sicilia”

PALERMO – L’Assemblea regionale è diventata una palude dove si bloccano tutti i disegni di legge. All’ordine del giorno ieri vi sarebbe dovuta essere la discussione sul ddl di riforma delle province, per il quale sono stati presentati ben 970 emendamenti.
E invece nel corso della seduta, apertasi a fine mattinata gli esponenti delle opposizioni Nello Musumeci (Lista Musumeci), Marco Falcone (FI, Bernardette Grasso (FI), Toto Cordaro (Cantiere popolare), Francesco Cascio (Ncd), Salvatore Siragusa (M5S), Lo Sciuto (Ncd) hanno chiesto nei loro interventi la sospensione dei lavori sul disegno di legge per rinviarlo in commissione Affari istituzionali e per concentrare l’attenzione sul bilancio regionale, peraltro non ancora presentato dal Governo, e sulla finanziaria.
Le opposizioni hanno chiesto l’approvazione di un ddl che proroghi i termini della scadenza dei commissari straordinari delle province fino al 31 maggio. Contrario alla richiesta delle opposizioni il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone. “Sono convinto che rinviando in commissione il ddl di riforma sulle Province non avremmo risolto il problema della chiusura del bilancio della Regione”. Un appello velato è stato rivolto dal presidente dell’Ars anche alla maggioranza: “Ci sono quasi mille emendamenti al testo – ha detto Ardizzone – mi auguro che l’Aula si intenda sulla filosofia complessiva del testo, perchè ancora questo non è chiaro”.
La proposta di rinvio del ddl in commissione è stata messa ai voti, e respinta con 36 contrari. La seduta è stata sospesa per riprendere alle 16. Il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone ha evidenziato la drammaticità della situazione finanziaria in Sicilia e invitato insieme agli altri esponenti del centrodestra il governatore a riferire in Aula sulla trasparenza dei conti pubblici e sullo stato della trattativa con Roma. La proposta è stata sostenuta dal M5S.
Intanto nel corso di una conferenza stampa Francesco Cascio (Ncd) ha contestato assieme ai colleghi di Forza Italia e della Lista Musumeci, l’appropriazione da parte del Pd della poltrona di vicepresidente dell’Ars che sarebbe toccata alle opposizioni. “Proporremo che tutta l’opposizione, anche Pds-Mpa e M5S, – ha detto Cascio – si astengano dal partecipare alle sedute del Parlamento regionale, fino a quando non sarà istituito un minimo di decoro nella rappresentanza parlamentare”. E ha proseguito dicendo: “Il presidente dell’Ars avrebbe dovuto annullare l’elezione di Giuseppe Lupo (Pd), è la prima volta che il Consiglio di presidenza, in 70 anni di autonomia, non ha una rappresentanza di centrodestra”.
“Crocetta – aggiunge Cascio – è inadeguato a guidare la Sicilia, ma è anche scollegato dalla realtà”. Per queste sue dichiarazioni il Governatore ha deciso di querelarlo. “Per educarlo alle buone maniere – ha detto Crocetta – Quelle buone maniere che non riesce ad avere. Cosi chissà, forse la prossima volta magari farà ragionamenti politici senza insultare”.
E Cascio incalza: “Il fatto che il presidente della Regione, Rosario Crocetta, risponda, a delle critiche di carattere politico, manifestando l’intenzione di querelarmi, evidentemente dimostra, ancora una volta, che la sua gestione è priva di contenuti sostanziali e che, rispetto al delicato tema del bilancio, non ha nulla su cui poggiare le sue risposte”.

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