Manovra in commissione, 800 emendamenti - QdS

Manovra in commissione, 800 emendamenti

Raffaella Pessina

Manovra in commissione, 800 emendamenti

mercoledì 22 Aprile 2015 - 08:00
Manovra in commissione, 800 emendamenti

Riunioni anche oggi e domani prima del via libera a Sala d’Ercole. Incombe il rischio di non approvarla entro il termine ultimo

PALERMO – È cominciato in commissione Bilancio all’Ars in ritardo l’esame della manovra finanziaria, con circa 800 emendamenti al testo.
Sul sito dell’Ars alla pagina dei lavori delle commissioni contestualmente alla convocazione è comparsa la disdetta della riunione della commissione Bilancio per l’assenza dell’assessore all’Economia Baccei. Ma poi la riunione è iniziata e per il governo erano presenti in commissione Bilancio l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, il vice governatore Mariella Lo Bello, e gli assessori Cleo Li Calzi, Vania Contrafatto e Antonio Purpura.
Secondo voci di corridoio, sembra che la manovra possa solo essere incardinata in Aula venerdì per poi essere discussa lunedì della prossima settimana. E a quel punto mancheranno solo 3 giorni allo scadere dell’esercizio provvisorio e quindi al termine ultimo per la approvazione dei documenti finanziari.
Così chi mira a far cadere il Governo Crocetta avrà ancora di più il coltello dalla parte del manico. Intanto l’opposizione condanna la perdita dei fondi destinati al Piano Giovani. In una nota il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone, ha detto “Ci troviamo di fronte ad uno degli ultimi disastri di un esecutivo che quotidianamente reca danno alla nostra terra. Il fallimento nel luglio scorso del Piano Giovani ha portato una boccata d’ossigeno al governo centrale. L’esecutivo della rivoluzione Crocetta-Pd continua a mietere disperazione in Sicilia”.
Senza mezzi termini invece è stato il giudizio del M5S sulla finanziaria regionale. Una manovra “solo tagli e zero investimenti, che avvicina la Sicilia al naufragio”. Si “vogliono usare le poche risorse del fondo sviluppo e coesione per coprire la spesa corrente” affermano i rappresentanti del gruppo all’Ars che per migliorarla hanno prodotto 159 emendamenti.
Tra i principali, una delle costanti della legislatura: il ribasso degli emolumenti dei parlamentari. “Forse – dice il deputato Giorgio Ciaccio – il nostro stipendio di 2500 euro netti al mese per molti colleghi risulta troppo basso. Per questo abbiamo alzato il tetto a seimila euro lordi, rispetto agli attuali undicimila e cento che percepiscono. Sarebbe giusto che la spending review, applicata a tutte le categorie sociali, partisse dai deputati chiamati a dare l’esempio con tagli veri. Chi dirà no dovrà giustificarlo a chi non arriva a fine mese”.
Un altro è quello che prevede l’equiparazione del trattamento pensionistico di deputati e dipendenti dell’Ars ai dipendenti statali. Prima delle due giornate di sciopero infine ieri per i 76 lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia. I dipendenti della società partecipata, da 6 mesi senza stipendi, hanno protestato con un sit-in davanti a Palazzo d’Orleans sede della Presidenza della Regione.
Oggi seconda giornata. I dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia chiedono l’incasso del contributo da 1,2 milioni di euro, previsto dalla legge regionale 13 gennaio 2015, indispensabile per garantire la continuità dell’operatività aziendale. Ad oggi il contributo è stato impegnato con decreto del dipartimento Bilancio e Tesoro solo nella misura dei 4/12.

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