Siragusa: "“Entrate incerte o sovrastimate e uscite clientelari" - QdS

Siragusa: ““Entrate incerte o sovrastimate e uscite clientelari”

Raffaella Pessina

Siragusa: ““Entrate incerte o sovrastimate e uscite clientelari”

venerdì 24 Aprile 2015 - 07:00
Siragusa: ““Entrate incerte o sovrastimate e uscite clientelari”

Il QdS intervista il capogruppo del Movimento cinque stelle, Salvatore Siragusa, sul ddl del bilancio regionale. “Occorre dare l’esempio. Indifferibile che i sacrifici siano fatti per primi dai politici e dai burocrati”

PALERMO – Dopo l’approvazione del bilancio della Regione in seconda commissione Ars, abbiamo rivolto alcune domande al capogruppo del M5S, Salvatore Siragusa.
Quali sono i rilievi del M5S a questo bilancio approvato in commissione?
“Sicuramente il rilievo che maggiormente come M5S ci sentiamo di sollevare è il fatto che nel bilancio appena approvato in commissione vi sono entrate che non sono certe ma che dipendono da un tavolo di trattativa aperto a Roma con il governo nazionale e di cui non si ha certezza sull’esito positivo per la nostra regione. Sappiamo tutti che in un bilancio la prima cosa è la certezza delle entrate e ad oggi questa certezza non c’è, è vero che si è cercato di aggirare l’ostacolo bloccando alcune uscite ma anche qui a nostro avviso si è agito in maniera completamente sbagliata, bloccando poste fondamentali come ad esempio uscite destinate agli enti locali”.
“ A questo si aggiunge che nel bilancio e poi di riflesso nella legge di stabilità mancano completamente misure per la crescita e lo sviluppo, arrivando al paradosso di utilizzare per la spesa corrente parte del fondo sviluppo e coesione, di norma utilizzato appunto per gli investimenti e quindi per il rilancio dell’economia siciliana che oggi ha un indispensabile bisogno di una spinta per favorire la ripresa. Occorre anche sollevare il rilievo più strettamente politico sulla reale paternità di questo bilancio e di questa legge di stabilità, è una manovra nata qui in Sicilia oppure è interamente ispirata da Roma? Abbiamo chiesto più volte al presidente della Regione di presenziare ai lavori della commissione, ma ad oggi non si è completamente visto, l’impressione di un commissariamento per così dire “dolce” appare sempre più concreta”.
Avete esaminato le entrate e le uscite?
“A dire il vero ormai non occorre esaminare le entrate o le uscite, basta camminare per le strade, per le piazze, per i mercati per accorgersi che questa regione è allo sbando e senza una reale guida, abbandonata dal totale disinteresse di un governo che ormai pensa solo ed esclusivamente a mantenere una parvenza di potere utile per sistemare le ultime caselle prima di affondare definitivamente”.
“Nonostante ciò, a seguito dei nostri studi, riteniamo, che alcune entrate siano sovradimensionate, come ad esempio la stima delle entrate relative all’Iva, notevolmente superiori a quelle riscontrate negli anni precedenti e quindi probabilmente, troppo “ottimistiche”.
Ci sono uscite clientelari che favoriscono i privilegiati e i precari a danno di un milione di poveri e di 379 mila disoccupati?
“Uscite che favoriscono i pochi a danno dei molti non mancano mai, ad iniziare dall’aumento di alcuni capitoli di spesa per consulenze della Presidenza della Regione o per spese di viaggi ai vari assessorati, continuando con la pervicacia con cui ad esempio si continua a difendere lo status degli amministratori locali siciliani, impedendo il recepimento quanto meno delle norme nazionali sul numero dei componenti del consigli comunali e dei gettoni di presenza, non bastano gli scandali come “Gettonopoli” per convincere questa classe dirigente che la “festa è finita” o terminando con alcuni emendamenti che favoriscono alcune particolari categorie di lavoratori o alcuni enti. Si pensa sempre al particolare anzichè al generale, al “cortile” anzichè al bene comune, è un “male” diffuso che oggi, con la totale scarsità di risorse disponibili non è più accettabile”.
In definitiva cosa vi proponete di fare in Aula?
“Il nostro impegno principale resta quello di ridare credibilità alla classe politica siciliana che ormai non ha più contatto con la realtà, in poche parole occorre iniziare a dare l’esempio, in un periodo oggettivamente difficile ed in cui si è gioco forza costretti a chiedere sacrifici ai nostri concittadini diventa indifferibile che questi sacrifici siano fatti per primi dalla politica e dalla burocrazia siciliana e per questo che insisteremo con forza sui tagli agli stipendi ed ai privilegi di queste due categorie”.

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