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Orrore Isis, continua escalation di violenza

redazione

Orrore Isis, continua escalation di violenza

mercoledì 01 Luglio 2015 - 10:00
Orrore Isis, continua escalation di violenza

Due donne sono state decapitate in Siria. L’accusa è di “stregoneria”

Orrore su orrore. Continua l’escalation di violenza che vede protagonisti i terroristi dell’Isis. La giornata di ieri si è aperta con la notizia relativa alla decapitazione di due donne in Siria. E’ la prima volta che la furia jihadista si scaglia contro le donne. La notizia è stata diffusa dall’Osdh, l’Osservatorio siriano dei diritti umani. L’accusa dello Stato Islamico è “stregoneria”. L’Isis “ha messo a morte per decapitazione due donne nella provincia di Deir Ezzor, è la prima volta che l’Osservatorio ha documentato un’esecuzione di questo tipo su donne da parte del gruppo”, ha dichiarato Rami Abdel Rahman, responsabile dell’Osdh.
Nella stessa giornata, una forte esplosione ha avuto luogo a Kabul, non lontano dalla sede dell’ambasciata americana in Afghanistan e da una base militare dove si trovano numerose truppe straniere: almeno due auto militari sono state danneggiate.
La lotta al terrorismo è stata al centro dell’incontro tra il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e il Segretario di stato degli Stati Uniti John Kerry, che ha avuto luogo a Vienna.
Le parti hanno discusso in particolare il consolidamento degli sforzi per contrastare, in particolare, il gruppo terrorista “Stato islamico” (Isis), ha detto Lavrov.
Secondo il ministro, la Russia ha esortato tutti i suoi partner a non ignorare la tremenda minaccia dell’estremismo violento.
Mosca ha anche notato il “pericolo di flirtare con con gli estremisti, al fine di raggiungere obiettivi immediati a breve termine”. Un’allusione alla situazione in Siria, dove la Russia continua a sostenere il presidente Bashar al Assad e da sempre accusa l’Occidente di sottovalutare il pericolo del rafforzamento dei gruppi jihadisti sulla scia dell’indebolimento del regime.
Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso con il collega degli Stati Uniti Barack Obama la questione in una telefonata la scorsa settimana. “Grande attenzione è stata dedicata a temi complessi, legati alla lotta contro il terrorismo” ha reso poi noto l’ufficio stampa del Cremlino. “In particolare la diffusione della influenza dell’Isis in Medio Oriente. Putin e Obama hanno deciso di affidare al ministro degli Esteri russo Lavrov e al Segretario di Stato americano Kerry il compito di tenere una riunione per discutere l’argomento”.
Intanto, la Procura di Parigi ha confermato “il movente terroristico” e i legami con l’Isis di Yassin Salhi, l’uomo arrestato in Francia per aver ucciso e decapitato il suo datore di lavoro e aver tentato poi di far esplodere un deposito del gas a Saint-Quentin-Fallavie, nell’Isere, vicino Lione.
La Tunisia ha tracciato un primo bilancio del terribile attacco subito venerdì scorso nella spiaggia di Sousse, il secondo perpetrato a danno di turisti inermi in meno di tre mesi. Il presidente della Tunisia ha riconosciuto l’esistenza di gravi falle nel sistema di sicurezza del Paese.Oltre al gravissimo danno di immagine, questo significa – stimano gli esperti – mezzo milione di dollari in meno nel settore turistico.
Il presidente Beji Caid Essebsi ha spiegato che, per il mese del Ramadan, la sicurezza era stata rafforzata in alcune zone del Paese, ma nessuno si aspettava che le spiagge potessero diventare un bersaglio dei jihadisti. “è vero che siamo stati sorpresi da questo evento. Erano stati presi dei provvedimenti per il mese di Ramadan, ma nessuno ha pensato che queste misure dovessero essre prese sulle spiagge. Dopo la strage di venerdì, nella quale sono stati uccisi 38 turisti per lo più britannici, le autorità tunisine hanno dispiegato 1.000 agenti supplementari sulle coste mediterranee.

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