A19, quattro mesi e 9,3 milioni di euro - QdS

A19, quattro mesi e 9,3 milioni di euro

Rosario Battiato

A19, quattro mesi e 9,3 milioni di euro

martedì 07 Luglio 2015 - 08:00
A19, quattro mesi e 9,3 milioni di euro

Piano di emergenza dopo che una frana ha investito il viadotto Himera: arrivano i numeri del cronoprogramma del commissario. Bretella pronta prima di natale.

PALERMO – È online sul sito del ministero delle Infrastrutture il piano degli interventi per il superamento dell’emergenza in seguito al movimento franoso che ha interessato il viadotto “Himera 1” dell’Autostrada A19 Palermo – Catania, predisposto dal Commissario delegato Marco Guardabassi. Per una struttura da ricucire ce ne potrebbero essere molte altre a rischio. Nei giorni scorsi, infatti, sono arrivate nuove segnalazioni di viadotti malandati, che si aggiungono al grande censimento realizzato dall’ordine dei geologici di qualche mese fa relativo alle strade siciliane interrotte dalle frane. Gli interventi ex post non bastano, adesso serve la prevenzione.
Il piano, presentato il 29 giugno e messo online il 3 luglio, è stato consegnato con una settimana di anticipo, ma a circa ottanta giorni dopo la chiusura del tratto autostradale. Adesso si spera di ottenere risultati in tempi più brevi: il ministero delle Infrastrutture ha scritto in una nota che gara e affidamento dei lavori potrebbero essere già pronti per l’inizio del mese di agosto.
Il piano, oltre a contenere il costo dell’operazione da 9,3 milioni di euro, prevede “le indicazioni per il soggetto attuatore – si legge nella nota ministeriale -, quindi la definizione del cronoprogramma che in via precauzionale contempla il massimo dei tempi amministrativi e operativi nell’ambito comunque di procedure emergenziali, che consentano di evitare al massimo i disagi della brutta stagione per restituire quanto prima l’arteria al trasporto di merci e persone”.
Nel documento si prendono in considerazione anche le proposte di viabilità alternativa o aggiuntiva – una del comune di Caltavuturo con la “regia trazzera Prestanfuso” e l’altra del M5S con l’adeguamento della strada di cantiere “Lodigiani”- entrambe bocciate perché “non funzionali alle esigenze di celerità ed efficacia tecnica richieste dall’Ordinanza”.
Superata provvisoriamente l’ipotesi della possibile immediata apertura della carreggiata direzione Palermo anche se, apparentemente, non “mostra evidenti segni di inflessione o cedimento ed appare macroscopicamente in asse”. Le motivazioni sono arrivate in seguito ai sopralluoghi effettuati da Anas e dai tecnici incaricati: serve più tempo per capire quanto sia affidabile la carreggiata, operazione che potrà avvenire soltanto “dopo che l’area sia stata messa in sicurezza con la demolizione delle campate lesionate della carreggiata direzione Catania”. Resta essenziale, pertanto, l’apertura della bretella.
Saranno tre, così come stabilito dell’ordinanza, gli interventi da effettuare: demolizione/ decostruzione della carreggiata direzione Catania, tra la pila 16 e la pila 22; contemporaneo adeguamento della SP 24 alle condizioni necessarie per la circolazione del traffico veicolare autostradale; realizzazione del manufatto per l’innesto in autostrada.
La durata complessiva dei tre interventi (demolizione / decostruzione: 130 giorni; adeguamento SP 24: 80 giorni; realizzazione rampa per innesto in Autostrada: 90 giorni), non trattandosi di operazione in sequenza e quindi realizzabili quasi integralmente in parallelo, potrà avvenire nel giro di 130 giorni, cioè circa quattro mesi.
Intanto proprio nei giorni scorsi è scattato un altro allarme. Giancarlo Cancelleri, esponente stellato isolano, ha diffuso sul proprio profilo ufficiale di facebook un’immagine in cui si evidenziava lo stato decisamente poco solido di uno dei piloni che sostiene il viadotto dell’A19 all’altezza di Resuttano (Cl).

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