In Sicilia aumentano richieste di prestiti e mutui - QdS

In Sicilia aumentano richieste di prestiti e mutui

Oriana Sipala

In Sicilia aumentano richieste di prestiti e mutui

giovedì 06 Agosto 2015 - 16:50
In Sicilia aumentano richieste di prestiti e mutui

Secondo il Barometro Crif, nel primo semestre del 2015 si è registrato un aumento delle richieste agli istituti di credito. La provincia con l’importo medio più elevato è Palermo (118.223 euro), seguita da Catania (115.132 euro)

Le famiglie siciliane sembrano aver recuperato fiducia nel futuro e nella capacità di assumere impegni di spesa. Nel primo semestre 2015, infatti, è aumentata, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la domanda di prestiti inoltrata agli istituti di credito da parte dei nuclei familiari dell’Isola.
A darne conferma è il Barometro Crif (Centrale rischi di intermediazione finanziaria), che ci ha fornito nel mese appena trascorso gli ultimi aggiornamenti.
A livello nazionale, l’aumento della domanda di mutui da parte delle famiglie è pari al 58,7%, mentre la domanda dei prestiti finalizzati e personali sale dell’8,4%.
Anche in Sicilia l’aumento della richiesta dei mutui è consistente, sebbene minore rispetto alla media Italia. La crescita, infatti, si attesta al 40,8%.
Quanto alle province, quella che ha registrato la variazione più ampia è Siracusa, dove si rileva un +52,2%. Seguono Catania e Palermo, con incrementi rispettivi del 48,7% e del 42,2%. Messina, Ragusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani registrano aumenti che vanno oltre il 30%, mentre a Enna si parla di un +10,5%.
Anche l’importo medio richiesto è aumentato rispetto al primo semestre 2014, in controtendenza rispetto alla contrazione registrata a livello nazionale (-1,2%).
La provincia con l’importo medio più alto è Palermo, con i suoi 118.223 euro. Il capoluogo è seguito dalla città di Catania, dove l’importo medio è di 115.132 euro. Anche a Messina il valore è alto e si attesta a 111.881 euro. Cifre di poco superiori ai 100 mila euro si hanno a Siracusa e Ragusa, e di poco inferiori ad Agrigento e Caltanissetta, mentre in provincia di Trapani si rileva il più basso importo medio richiesto per i mutui, pari a 91.653 euro. In generale, a livello regionale, tale valore nel primo semestre 2015 è pari a 109.681.
In tale quadro non fa eccezione il trend dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettrodomestici, viaggi, spese mediche, ecc.). Anche tale categoria di prestito, infatti, in Sicilia è in aumento dell’8,9%, con record in terra iblea (+20,5%).
Alla città di Ragusa fa seguito Messina con il suo +14,2%. Incrementi che vanno oltre al 10% si registrano a Siracusa, Agrigento e Caltanissetta, mentre a Palermo ed Enna la variazione si ferma al +5,2%. A Trapani, infine, si sfiora il 6%.
L’importo medio richiesto, a livello regionale, è pari a 3.914 euro, con punte massime a Ragusa (4.546 euro) e minime a Palermo (3.565). Valori medi superiori ai 4 mila euro si hanno poi a Messina, Caltanissetta e Siracusa, mentre a Trapani, Enna, Catania e Agrigento si superano i 3.800 euro.
Tra le varianti di credito richiesto vi è anche quella dei prestiti personali, in aumento del 4,3% in Sicilia. Catania è la provincia con la crescita più elevata (+7,3% rispetto ai primi 6 mesi del 2014), seguita da Siracusa (+6,5%), Palermo (+4,7%) e Ragusa (+4,4%). Agrigento ed Enna sono invece le uniche province che hanno registrato una contrazione nel numero di richieste, pari rispettivamente a -1,3% e -4,6%. Variazioni positive più contenute, tra il 2% e il 3%, si hanno poi a Trapani, Caltanissetta e Messina.
Quanto all’importo medio richiesto, vi è una sostanziale omogeneità tra le province dell’Isola, dove si registrano valori superiori agli 11.500 euro. È il caso di Caltanissetta, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Fanno eccezione Agrigento e Palermo, che presentano importi medi più alti, superiori ai 12 mila euro. I valori più bassi si registrano invece a Catania ed Enna, dove non si superano gli 11.300 euro.
Simone Capecchi, direttore Sales & marketing di Crif, collega questo sblocco della domanda di credito a una fiducia riconquistata da parte delle famiglie: “Relativamente alla domanda di prestiti – afferma Capecchi – la positiva performance può essere letta come una conferma del progressivo superamento delle incertezze che negli ultimi anni avevano condizionato pesantemente la pianificazione finanziaria delle famiglie e i progetti di spesa, specie per i beni e i servizi di importo più elevato, tipicamente sostenuti da un finanziamento”. La maggiore richiesta di mutui, invece, sarebbe da collegare a uno sblocco delle compravendite immobiliari, sebbene le famiglie preferiscano “piani di rimborso più lunghi nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso delle rate sul reddito disponibile”.

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