Pesenti vende, incertezze su Italcementi - QdS

Pesenti vende, incertezze su Italcementi

Calogero Conigliaro

Pesenti vende, incertezze su Italcementi

venerdì 07 Agosto 2015 - 07:00
Pesenti vende, incertezze su Italcementi

Il passaggio di proprietà alla tedesca HeidelbergCement interessa i siti produttivi di Porto Empedocle e Isola delle Femmine. Fillea Cgil: “Non sono previste variazioni, si spera nell’internazionalizzazione del gruppo”

PORTO EMPEDOCLE – La famiglia Pesenti lascia la maggioranza delle azioni dell’Italcementi, storica azienda leader in Italia per la produzione di cemento. Ad acquistare il pacchetto azionario del 40%, che porta alla guida della società per azioni, è stata la tedesca HeidelbergCement.
L’operazione prevede il lancio a Piazza Affari di un’offerta di acquisto e scambio sulla quota residua di Italcementi, al prezzo di 10,60 euro per azione, lo stesso riconosciuto a Italmobiliare. Un affare da oltre un miliardo e mezzo di euro, che ha convinto il presidente del Cda di Italmobiliare, Gianfranco Pesenti, a compiere il grande passo, ma che lascia perplessi i sindacati. L’azienda infatti ha già negli anni passati intrapreso un piano di ristrutturazione dovuto alla crisi del settore edile, che ha contratto notevolmente la domanda in Italia di cemento. Dovuta a tale crisi è stata operata una serie di chiusure di stabilimenti produttivi, con la messa in cassa,integrazione di numerosi dipendenti, ma anche licenziamenti come per il sito di Porto Empedocle, dove si è vista una lunga trattativa sindacale per tentare di offrire maggiori garanzie possibili ai lavoratori.
“Avere appreso dalla stampa il passaggio di questo pacchetto azionario non giova alle buone relazioni sindacali – ha spiegato al Qds Vito Baglio, della Fillea Cgil – per tale motivi le organizzazioni di categoria hanno di che preoccuparsi. Tuttavia il 4 agosto scorso a Roma l’azienda ha successivamente convocato le organizzazioni sindacali e spiegato i termini dell’operazione. Abbiamo appreso in tale occasione che non sono previste variazioni nel piano industriale, nonché nelle ristrutturazioni in atto. Intanto sino ad oggi non si sono svolti gli appuntamenti fissati e poi rinviati lo scorso febbraio al ministero dello Sviluppo economico, con le organizzazioni sindacali di categoria Fillea, Filca e Feneal territoriali e le istituzioni regionali. La Fillea di Agrigento, ovviamente, è sempre pronta a dare sostegno e solidarietà a tutti i lavoratori coinvolti in questa vicenda”.
Dall’incontro tenuto a Roma si è però venuto a sapere di notizie anche abbastanza positive circa il colosso tedesco subentrato. Le ragioni sono dovute sia all’ingrandimento ed all’internazionalizzazione che questo gruppo sta realizzando nel proprio settore di investimento, ma anche all’aver evitato che Italcementi potesse finire nelle mani di aziende russe o cinesi e quindi fuori dall’Unione Europea. Adesso sono in molti che nel 2016 si aspettano che a Bergamo avvengano cambi di vertice alla dirigenza del gruppo di Italcementi.
Per la Sicilia si aspetta che le autorizzazioni per le cave – che alimentano lo stabilimento di Isola delle Femmine – vengano presentate insieme ad un apposito piano industriale. Nulla dovrebbe, invece, cambiare a Porto Empedocle divenuto ormai da diverso tempo un centro di macinazione e non più un sito produttivo di cemento, come lo era stato per diversi decenni.
Una crisi di un settore senza precedenti che ha causato licenziamenti, casse integrazioni ed un vero e proprio cataclisma nel settore dell’indotto, mentre miliardi di euro di Fondi europei per opere pubbliche sono tornati a Bruxelles perché non spesi tra mille proclami di politici locali e nazionali nel mentre il Pil siciliano è crollato a picco.

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