Costa, Cassarà e Antiochia, il ricordo contro crimine, malaffare e corruzione - QdS

Costa, Cassarà e Antiochia, il ricordo contro crimine, malaffare e corruzione

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Costa, Cassarà e Antiochia, il ricordo contro crimine, malaffare e corruzione

venerdì 07 Agosto 2015 - 04:30
Costa, Cassarà e Antiochia, il ricordo contro crimine, malaffare e corruzione

Il presidente del Senato, Piero Grasso: “Riconoscenza per questi uomini straordinari”. Il Presidente Mattarella: “Nell’agire quotidiano giustizia e legalità”

ROMA – “Nell’agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità, quale condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunità e costruire un avvenire di libertà e di progresso”. Lo ha affermato Sergio Mattarella ricordando il sacrificio del procuratore Gaetano Costa, del vice questore Antonino Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia. E’ un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile.
Il procuratore Costa era un magistrato di alta preparazione professionale, di riconosciuta indipendenza e di grande equilibrio, tenacemente impegnato nella sfida contro il sistema mafioso, contro i suoi metodi di intimidazione e di condizionamento ed i suoi pervasivi interessi economico-finanziari. Con la medesima determinazione e tensione morale, e lo stessso coraggio, si opponeva alla violenza mafiosa il vice questore Antonino Cassarà, investigatore di eccezionali capacità, e con lui l’agente Roberto Antiochia, entrambi barbaramente uccisi qualche giorno dopo il vile assassinio del commissario Giuseppe Montana. servitori dello Stato che, consapevoli dell’altissimo rischio cui si esponevano, hanno tuttavia compiuto fino in fondo il loro dovere portando avanti un’intensa azione investigativa contro le cosche. Onorare nel modo più concreto la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l’affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l’impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione.
“Ricordo questi uomini con riconoscenza, consapevole che il loro straordinario esempio, fatto di una cosciente accettazione dei rischi a cui si sottoposero, ha ispirato decine e decine di loro colleghi che servono ogni giorno i cittadini e il nostro Paese”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso sulla sua pagina Facebook ha ricordato le tre vittime della mafia.
“Sono passati 30 anni – ha scritto – da quando fu assassinato dalla mafia il vice dirigente della Squadra mobile di Palermo Ninni Cassarà. I killer lo attesero sotto casa e spararono più di 200 colpi di kalashnikov; lo uccisero davanti alla moglie Laura e ad una delle sue bambine. Quel giorno perse la vita anche uno dei suoi uomini di scorta, Roberto Antiochia. Cassarà era un formidabile investigatore: aveva, tra le altre cose, partecipato all’operazione “Pizza Connection” e contribuito all’indagine e alla redazione del famoso rapporto “Michele Greco + 161” che costituì il primo atto del maxiprocesso contro la mafia, divenendo un fidato e stimato collaboratore di Falcone e Borsellino. Cinque anni prima, sempre il 6 agosto, Cosa nostra aveva colpito a morte Gaetano Costa, all’epoca procuratore capo di Palermo, un ruolo che molti anni dopo avrei avuto l’onore di ricoprire. Ricordo questi uomini con riconoscenza, consapevole che il loro straordinario esempio, fatto di una cosciente accettazione dei rischi a cui si sottoposero, ha ispirato decine e decine di loro colleghi che servono ogni giorno i cittadini e il nostro Paese”.

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