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Ragusa – Giro di farmaci dopanti scoperto dalla Polizia

redazione

Ragusa – Giro di farmaci dopanti scoperto dalla Polizia

martedì 11 Agosto 2015 - 05:30
Ragusa – Giro di farmaci dopanti scoperto dalla Polizia

Indagati 34 atleti e presidenti di squadre di dilettanti

RAGUSA – Sequestrati farmaci dopanti e sottoposti ai controlli del Coni numerosi atleti dilettanti che domenica hanno disputato una gara nel ragusano: 34 gli atleti indagati, finiti nel mirino degli investigatori grazie a centinaia di intercettazioni telefoniche.
La Squadra mobile di Ragusa ha aspettato alcuni atleti davanti la casa dove sono state effettuate le riprese della fiction del Commissario Montalbano, dove era collocato il traguardo della competizione sportiva. Le perquisizioni, ai danni di auto, case e i luoghi di lavoro dei sospettati, hanno consentito di trovare farmaci dopanti utilizzati solitamente per malati oncologici. A giorni si attendono i risultati dei controlli antidoping.
Gli indagati sono 19 ragusani, 9 siracusani, 5 catanesi e un reggino. Tra di loro vi sono anche i presidenti di alcune squadre di dilettanti che, in occasione delle gare, fornivano supporto logistico.
L’indagine ha preso il via dopo che un “ciclista della domenica” ha scritto una lettera alla Procura della Repubblica di Ragusa, che coordina l’inchiesta, con nomi, indirizzi, quantità e tipologia di farmaci utilizzati dai “finti atleti”. Gli sport praticati erano in particolar modo il ciclismo e poi le gare podistiche e il body building. Tra i fornitori dei farmaci anche un infermiere di Ragusa, che si occupava di procacciare medicinali senza ricetta e in molte occasioni allestiva un ambulatorio per fare delle flebo con diverse sostanze chimiche. Tanti anche i commenti postati su Facebook di consigli sul doping.
L’indagine ha permesso di squalificare per più anni alcuni atleti e a vita un allenatore che somministrava di tutto. Poi è stato individuato chi procurava le sostanze, chi le vendeva per poi darle agli altri e chi le custodiva prima delle gare.
Le intercettazioni, come raccontato dagli investigatori, hanno permesso di appurare anche che gli indagati avevano una gran paura di venire colti in flagranza e il loro linguaggio cambiava a seconda degli interlocutori. Per esempio, il meccanico parlava di autoricambi, il falegname di parquet, l’idraulico di tubi, il tabaccaio di sigarette, “ma hanno commesso troppi errori per non farsi scoprire dalla Polizia di Stato”.

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