All'Ars a settembre il ddl contro la povertà - QdS

All’Ars a settembre il ddl contro la povertà

Raffaella Pessina

All’Ars a settembre il ddl contro la povertà

martedì 11 Agosto 2015 - 07:00
All’Ars a settembre il ddl contro la povertà

Ieri e oggi seduta per giungere all’approvazione della riforma Acqua. Risorse dai Fondi Ue, tra cui quelli per sviluppo e coesione

PALERMO – Ultima settimana di lavori dell’Assemblea regionale siciliana prima della chiusura per la pausa estiva. La decisione di prolungare l’apertura di Sala D’Ercole fino al 12 agosto è stata presa dalla conferenza dei capigruppo per esitare il ddl sull’acqua pubblica, la cui gestione ricade sotto gli Ato (ambiti territoriali ottimali).
L’Aula questa settimana eccezionalmente è stata convocata lunedì pomeriggio, per riuscire a chiudere i lavori entro domani. Ieri pomeriggio quindi è ripreso l’esame dell’articolato. Il Parlamento ha discusso a lungo su un emendamento per allargare a più comuni la possibilità di gestire direttamente l’acqua senza passare attraverso gli Ato di appartenenza.
Molti gli interventi e finora si è giunti all’approvazione dell’articolo 7 sui 14 totali della legge. Resterà da esitare, una volta approvato questo disegno di legge, il rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2014. Mentre scriviamo i lavori sono ancora in corso.
Intanto il presidente della commissione Ambiente e Territorio dell’Ars, Giampiero Trizzino è intervenuto sulla questione dei cinghiali dopo l’aggressione mortale di sabato nelle Madonie. “La commissione – ha detto – è pronta ad accogliere proposte valide ad accelerare la risoluzione del problema, ma è chiaro che esistono delle responsabilità che vanno accertate, altrimenti non basteranno altre mille leggi”.
Trizzino ieri mattina aveva convocato un incontro all’Ars cui hanno partecipato tra gli altri l’assessore all’Ambiente Croce, i vertici burocratici dell’assessorato all’Agricoltura, rappresentanti del Wwf e il presidente del Parco delle Madonie Pizzuto. “Tra le proposte avanzate – ha detto Trizzino – ci sono quella della parziale modifica della norma esistente che garantisca la commercializzazione delle carni dei capi abbattuti e l’ampliamento del numero delle figure che possano coadiuvare le attività di cattura e/o abbattimento dei ‘suidi’, quali guardie venatorie, guardie forestali, guardie comunali, proprietari. Da questi figure, secondo la proposta, dovrebbero essere esclusi i cacciatori perchè la Corte costituzionale nel 2014 si è pronunciata contro. Proposta pure la modifica alla legge regionale sull’attività venatoria 33/1977”.
Inoltre è stata consegnata ieri mattina all’assessorato regionale alle Autonomie locali una proposta di legge di iniziativa popolare per ottenere l’integrazione al reddito delle famiglie in povertà assoluta. Sono ben 15 mila le firme raccolte in meno di due mesi superando così la soglia minima prevista dalla legge, diecimila firme.
A settembre la proposta sarà esaminata dall’Ars. Promotore dell’iniziativa è il Comitato “No Povertà” formato da uno schieramento di associazioni, i principali sindacati e Confindustria. Per i promotori, l’Unione Europea potrebbe intervenire in maniera sostanziosa poiché la stessa considera “l’intervento sulla povertà e l’inclusione sociale come una componente essenziale delle politiche di sviluppo e coesione”. Per coprire i costi della legge si stima serviranno 100 milioni di euro il primo anno e 70 negli anni successivi che potranno essere attinti dai fondi comunitari Fse, Fesr e Fears, Sie, Pac e Fondo di sviluppo e coesione.

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