Unioni civili, asse Pd-M5S in commissione Giustizia - QdS

Unioni civili, asse Pd-M5S in commissione Giustizia

Antonio Leo

Unioni civili, asse Pd-M5S in commissione Giustizia

giovedì 03 Settembre 2015 - 06:00
Unioni civili, asse Pd-M5S in commissione Giustizia

Ok al preambolo all’art.1 del Ddl, in cui si parla di “Formazione sociale specifica”

ROMA – Entra nel vivo, dopo mesi di annunci e smentite, la corsa del Disegno di legge sulle Unioni civili. Il testo, presentato dalla deputata del Pd Monica Cirinnà, è stato discusso dalla commissione Giustizia del Senato, che ha approvato a maggioranza l’emendamento che contiene la premessa all’articolo 1. Una sorta di preambolo destinato a sorreggere la legislazione sulle unioni tra persone anche dello stesso sesso, naturalmente qualora il ddl Cirinnà venisse approvato da entrambi i rami del Parlamento. Inoltre, nella giornata di ieri, la Commissione ha dato una robusta sfoltita agli emendamenti, falciandone circa 150 fra preclusi e votati su un totale di oltre 1.500.
Richiamando l’articolo 2 della Costituzione (“garante” dei diritti inviolabili dell’uomo), la coppia di fatto viene definita come “Formazione sociale specifica”. Proprio quest’ultimo aggettivo, “specifico”, avrebbe permesso di superare in Commissione i distinguo presenti anche nella stessa maggioranza, eccetto quelli dei senatori del Nuovo centro destra. Il partito di Angelino Alfano si è astenuto perché – ha spiegato Carlo Giovanardi -, sebbene la norma non introduce il matrimonio, “apre all’utero in affitto, alle adozioni e alla reversibilità”.
Matteo Renzi, però, l’ha promesso nel suo programma e non intende retrocedere. “La legge sulle unioni civili – ha dichiarato il premier ai microfoni di Rtl – sarà approvata entro l’anno”. Nell’occasione il presidente del Consiglio – con dei modi che non sono piaciuti soprattutto al Movimento 5 Stelle (perché “riguardano provvedimenti di iniziativa parlamentare”) – ha “dettato” l’agenda del Senato. “Alla ripresa, il Senato – ha spiegato Renzi – discuterà della riforma costituzionale, poi la legge sulle unioni civili e poi inizierà il lavoro sulla legge di Stabilità”. Non solo le priorità, ma anche i tempi. “Bisogna assolutamente fare la riforma costituzionale entro settembre – ha concluso – poi chiudere sulle unioni civili e mandarle alla Camera. È un fatto di civiltà a cui non rinunciamo”.
Il calendario del ddl Cirinnà è serratissimo. La prossima discussione si terrà martedì 8, a partire dalle 11,30 e fino alla ripresa dell’aula. “Abbiamo ipotizzato di riunirci anche la mattina di mercoledì e di valutare l’eventuale seduta notturna”, ha dichiarato il senatore democratico Beppe Lumia. La stessa Cirinnà è fiduciosa e ai cronisti ha spiegato che il provvedimento dovrebbe approdare in aula “prima del 15 ottobre, visto il ritmo dei lavori”.
Certo, la strada per il ddl resta in salita con i partiti conservatori che promettono battaglia. Proprio il senatore Giovanardi è uno dei più agguerriti tra gli oppositori e ne sintetizza il pensiero: “Il presidente del Consiglio ci spieghi se condivide la ripugnante pratica dell’utero in affitto e della compravendita di materiale genetico, la possibilità che i bambini vengano adottati da coppie omosessuali privandoli del diritto di avere un padre ed una madre, l’introduzione della reversibilità ed altri benefici tanto immotivati quanto al buio sui costi”.
Chi invece sta offrendo una sponda per l’approvazione delle Unioni civili è il Movimento 5 stelle, che, al netto delle scaramucce di rito, si è dichiarato pronto a sostenere la riforma in Aula e ha già votato a favore del preambolo all’art.1. L’iter comunque dovrebbe procedere senza accelerazioni improvvise. Le prossime settimane daranno già un bel da fare alla maggioranza, in vista del passaggio del ddl Boschi sul nuovo Senato.

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