Alcol, l'Ue lancia un referendum on line - QdS

Alcol, l’Ue lancia un referendum on line

Oriana Gionfriddo

Alcol, l’Ue lancia un referendum on line

giovedì 03 Settembre 2015 - 05:30
Alcol, l’Ue lancia un referendum on line

Agli utenti si chiede di modificare una direttiva sulla struttura delle accise

BRUXELLES – La Commissione Ue ha lanciato una consultazione pubblica sulla direttiva europea relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sull’alcol e sulle bevande alcoliche. La consultazione rientra nel pacchetto Ue sulla qualità della regolamentazione, presentato lo scorso maggio dal vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, per semplificare e rendere più trasparente la normativa dell’Unione.
Attraverso la consultazione la Commissione intende valutare la possibilità di modificare la direttiva 92/83/CEE relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sull’alcol e sulle bevande alcoliche, per contrastare le frodi fiscali, ridurre la vendita di alcolici contraffatti e semplificare le regole per i piccoli produttori.
La direttiva definisce norme comuni per le bevande alcoliche soggette ad accise (vino, birra, sidro ed altre bevande fermentate), affinché vengano trattate allo stesso modo in tutti gli stati membri.
La consultazione è aperta consumatori, produttori, rivenditori e parti interessate, che potranno esprimere la propria opinione su una vasta gamma di argomenti, dalla riduzione delle tasse alla corretta informazione sulle bevande alcoliche vendute nell’Ue.
Il referendum on line è aperto fino al 27 novembre, e avrà come secondo obiettivo anche quello di costatare l’informazione del consumatore sulle bevande alcoliche.
“Le attuali regole sulla classificazione e la struttura delle accise sulle bevande alcoliche si presta a varie e difformi interpretazioni, quindi alcuni produttori possono utilizzare queste scappatoie per riuscire a vendere alcol contraffatto” – dichiara in una nota il commissario europeo per gli affari economici e finanziari, Pierre Moscovici.
“Prendendo parte a questa consultazione pubblica – spiega Moscovici – tanto le parti interessate, quanto i semplici consumatori possono avere un impatto reale, grazie all’espressione del proprio punto di vista, nel ridurre frodi in questo settore. Vogliamo anche trovare il modo di alleggerire il peso sui nostri piccoli produttori”.

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