La Sicilia prova a frenare la fuga di cervelli - QdS

La Sicilia prova a frenare la fuga di cervelli

Michele Giuliano

La Sicilia prova a frenare la fuga di cervelli

venerdì 04 Settembre 2015 - 10:00
La Sicilia prova a frenare la fuga di cervelli

Stanziati 3,5 milioni di euro per incentivare progetti di ricerca scientifica applicata e innovativa nel Mezzogiorno. La Fondazione con il Sud ha finanziato il bando “Brains2South” per attrarre ricercatori in Sicilia

PALERMO – Tre milioni e mezzo di euro per attrarre i cervelli in fuga dalla Sicilia e dal Sud Italia. A tanto ammontano le risorse messe a disposizione da Fondazione con il Sud attraverso il bando “Brains2South”.
Il bando ha l’obiettivo di selezionare le proposte di ricerca scientifica applicata e innovativa, che si sviluppano anche su più annualità, presentate dai ricercatori che svolgono la propria attività all’estero o nel nord Italia, inerenti i settori tecnologico, energetico, nanotecnologico, manifatturiero, Ict, agroalimentare, farmaceutico, biomedico, diagnostico, studio e conservazione dei beni culturali o ambientali.
I candidati dovranno indicare una o più host institution in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia presso cui i progetti candidati potrebbero essere sviluppati.
Nel bando, la Fondazione con il Sud sottolinea come, nonostante le graduatorie internazionali forniscano un giudizio complessivamente non sfavorevole della realtà scientifica italiana, essa presenta comunque alcune gravi criticità, una delle quali è il basso grado di attrattività nei confronti dei ricercatori provenienti dall’estero, stranieri o italiani che siano. Ciò sarebbe dovuto a diversi fattori, alcuni connessi con il sistema scientifico-accademico, altri alla lingua e alle rigidità burocratiche.
Da qui la scelta, per la quarta edizione del bando per la valorizzazione del capitale umano di eccellenza, la Fondazione ha voluto porsi nell’ottica di incoraggiare un’inversione di tendenza, favorendo l’attrazione di ricercatori e studiosi nei centri di ricerca del Mezzogiorno, offrendo loro un’opportunità per sviluppare e potenziare carriere indipendenti, conducendo ricerche sotto la propria responsabilità.
Il ricercatore, che intende candidare una proposta di ricerca diventerà referente scientifico della stessa e può indicare una o più host institution presso cui la sua ricerca potrà essere sviluppata.
L’ente ospitante godrà, oltre che dell’opportunità di potenziare e migliorare la qualità della ricerca interna, derivante dall’apporto di nuove competenze ed esperienze provenienti da diverse zone del mondo, anche della possibilità di implementare il proprio asset in quanto, oltre ai costi del ricercatore, il finanziamento della Fondazione coprirà anche i costi legati alla sua proposta di ricerca (come ad esempio, la strumentazione necessaria, le risorse umane di supporto, i materiali di consumo, ecc…).
A sua volta, l’ente ospitante dovrà formalmente impegnarsi a fornire al referente scientifico, almeno per tutta la durata del progetto, appropriati spazi di lavoro, laboratori, attrezzature, eventuale personale qualificato (ad esempio tecnici di laboratorio) e risorse per l’adeguato svolgimento del progetto.
Dovrà, inoltre, accettare il principio della “portabilità” del contributo, ossia prevedere che, nel caso in cui manchino o vengano a mancare in corso d’opera i requisiti necessari per il corretto svolgimento della ricerca, il referente scientifico possa trasferire i fondi e la propria ricerca presso un altro ente ammissibile. Le domande dovranno essere presentate entro il 7 ottobre 2015.

Un’opportunità di crescita socio-economica
Stimolare i giovani ricercatori a rientrare nelle regioni appartenenza o gli stranieri a venire a lavorare nel sud Italia, con progettualità applicate, vicine alle necessità del territorio. Per perseguire questo obiettivo attraverso il Bando “Brains2South”, per la selezione di ‘Capitale Umano ad Alta Qualificazione 2015’, giunto ormai alla quarta edizione, la Fondazione con il Sud porrà particolare attenzione all’identificazione di programmi di ricerca applicata fortemente connessi con i bisogni della popolazione (non solo a livello locale), che possano offrire un’opportunità di crescita per l’economia e il mercato del lavoro o che lascino intravedere la rapida possibilità di un trasferimento tecnologico in ambito socio-economico. Importanti, quindi, nella valutazione dei progetto le partnership con altri enti di ricerca, inclusi Parchi tecnologici e scientifici, Distretti tecnologici e Università, italiani e stranieri, così come la partecipazione di soggetti espressione del mondo del volontariato e del terzo settore e la presenza di soggetti, italiani o esteri, che supportino finanziariamente i programmi, favorendone così la sostenibilità, o che ne migliorino i risultati sul piano della diffusione territoriale.

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