Il rifugio sicuro del pubblico impiego - QdS

Il rifugio sicuro del pubblico impiego

Serena Giovanna Grasso

Il rifugio sicuro del pubblico impiego

mercoledì 16 Settembre 2015 - 11:30
Il rifugio sicuro del pubblico impiego

Secondo l’analisi di Impresalavoro in Sicilia il 21,11% degli occupati è dipendente pubblico. Le incidenze più elevate nel Mezzogiorno e nelle regioni a Statuto speciale

PALERMO – In tempi critici come quelli odierni, lavorare in ambito pubblico risulta essere una certezza, la massima ambizione ed aspirazione. A dire il vero, nel Mezzogiorno ed in Sicilia in particolar modo, ciò accade già da diversi anni a questa parte e continua a confermarsi tutt’oggi. Infatti, secondo l’analisi del Centro studi Impresalavoro, realizzata sui dati della Ragioneria generale dello Stato e dell’Istituto di statistica nazionale, un’altissima percentuale della popolazione meridionale e residente nelle regioni a statuto speciale è impiegata nel settore pubblico.
Per quel che riguarda l’incidenza di dipendenti pubblici sul totale della popolazione residente, il valore più elevato in assoluto a livello nazionale si riscontra in Valle d’Aosta (9,26%), con 11.909 dipendenti pubblici su 128.591 abitanti. A seguire troviamo altre due regioni a statuto speciale: ovvero, il Trentino Alto Adige (9,26%) e il Friuli Venezia Giulia (6,96%), rispettivamente con 78.868 dipendenti pubblici su 1.051.951 abitanti e 85.610 dipendenti pubblici su 1.229.363 abitanti. Subito dietro si collocano il Lazio, che sconta l’elevato numero di sedi istituzionali presenti a Roma (396.865 dipendenti pari al 6,76% dei residenti) e un’altra regione a Statuto speciale come la Sardegna (109.066 dipendenti, pari 6,56% dei residenti).
In Sicilia ben il 5,53% della popolazione è impiegato nel settore pubblico (281.782 dipendenti pubblici su 5.094.937 abitanti), certamente non è il valore più elevato a livello nazionale, ma altrettanto importante. Per converso le regioni più grandi ed economicamente più sviluppate presentano tassi di presenza di dipendenti pubblici nettamente più bassi: 4,11% in Lombardia, 4,55% in Veneto e 4,92% in Piemonte. Infatti, proprio nelle regioni settentrionali si predilige lo sviluppo dell’imprenditorialità, al contrario di quel che accade nel Mezzogiorno, circoscrizione in cui si trova facilmente riparo nel settore pubblico.
Ma se per quel che inerisce l’incidenza dei dipendenti pubblici rispetto alla popolazione totale la Sicilia detiene un valore estremamente elevato ma pur sempre inferiore rispetto alle regioni sopra enunciate, tutto cambia nel momento in cui si considera esclusivamente l’incidenza degli occupati nel settore pubblico sul totale degli occupati. Infatti, dall’analisi della suddetta prospettiva, l’Isola schizza in terza posizione per incidenza di dipendenti pubblici sul totale di occupati: nello specifico, è possibile affermare che in Sicilia il 21,11% degli occupati è un dipendente pubblico, si tratta esattamente della terza incidenza più elevata, preceduta esclusivamente dalla Valle d’Aosta (21,78%) e Calabria (21,58%).
In Sicilia è possibile rilevare un’incidenza tanto elevata in rapporto al numero di occupati sia a causa dell’alto numero di dipendenti pubblici, sia a causa del basso numero di occupati. Più in generale, in cima a questa classifica compaiono tutte le regioni del Mezzogiorno, con un’incidenza dell’impiego pubblico di gran lunga superiore alla media nazionale: Sardegna (19,96%), Molise (19,37%), Basilicata (19,36%), Campania (18,54%) e Puglia (17,94%). Infine, in coda a questa speciale classifica si collocano invece due regioni del Nord: il Veneto (10,96%) e la Lombardia (9,71%).

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