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Tutelare le imprese per uscire dalla crisi

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Tutelare le imprese per uscire dalla crisi

venerdì 09 Ottobre 2015 - 04:00
Tutelare le imprese per uscire dalla crisi

Salvo Politino, direttore Confesercenti Catania: “Ecco le nostre idee”

Il percorso di riordino del sistema camerale è indispensabile per salvaguardare le nostre imprese e per modernizzare e rendere più efficienti i servizi offerti al mondo produttivo siciliano. La ripresa dell’Italia non può prescindere da una riforma delle Camere di Commercio che sappia rafforzarne, assieme alle associazioni di categoria, il ruolo di presidio permanente sui territori a sostegno delle imprese.
Il direttore di Confesercenti Catania, Salvo Politino, favorevole al percorso di razionalizzazione del sistema e, in particolare, all’accorpamento in tre Camere di Commercio degli attuali nove Enti siciliani, crede che ciò costituisca la forma più adatta alla nostra Regione, tenuto conto della conformazione geo-economica del territorio, delle dimensioni delle strutture camerali esistenti, del rapporto con il panorama nazionale e del numero delle imprese.
“Le province di Catania, Siracusa e Ragusa hanno registrate complessivamente 49.677 imprese nel solo settore del commercio – afferma Politino – mentre tenendo in considerazione anche tutti gli altri rami, sono 173.057 le imprese iscritte nel complesso. Con questo accorpamento non c’è nessun aggravio per le imprese e non cambia nulla nelle pratiche che riguardano le società già iscritte. Anzi, l’unificazione delle tre Camere di Commercio siciliane porterà a ottimizzare le risorse e liberare energie per nuovi servizi, come quello di certificazione dei contratti, la digitalizzazione degli uffici, la semplificazione dello sportello unico”.
“Il ruolo delle Camere di Commercio è strategico – continua – per lo sviluppo dei sistemi economici locali e nell’interesse generale della crescita del Paese. Esprimiamo profonda preoccupazione per il taglio del diritto annuale subito che sta portando le Camere a rivedere i piani e le azioni in cantiere. Confesercenti Catania, come associazione, è pronta in questa fase a non far mancare il proprio contributo di idee e progetti”.
Tra le misure indispensabili per il territorio, secondo Politino, vi è senza dubbio quella di affiancare le PMI nelle manifestazioni fieristiche all’estero o in eventi promozionali per trovare nuove opportunità di business, facilitare l’accesso al credito tramite i contributi ai Confidi ed al Fondo Centrale di Garanzia, organizzare attività seminariali e formative per la crescita delle imprese e di giovani professionalità, erogare contributi diretti alle PMI per ottenere certificazioni, realizzare progetti di start up o innovativi, individuare ed investire in nuove traiettorie di sviluppo economico.
“Nonostante le scarse risorse e i sacrifici richiesti a tutto il Paese – spiega il direttore di Confesercenti Catania – è nostro dovere rispondere, e farlo in maniera celere, come sistema camerale, alle reali esigenze delle imprese. Senza più spaccature o divisioni tra Nord Sud, destra sinistra, Est o Ovest”.
In questo percorso di razionalizzazione occorre, però, non perdere di vista uno degli aspetti più importanti, la tutela del posto di lavoro dei dipendenti camerali. “Per quello che ci compete – conclude – manifestiamo tutto il nostro impegno a mantenere il livello occupazionale delle tre Camere di Commercio, costruendo obiettivi sempre nuovi e stimolanti al servizio delle aziende. Riconosciamo al personale un bagaglio di competenze e professionalità che costituiscono un investimento irrinunciabile per gli Enti. Il patrimonio intangibile di un’organizzazione pubblica che ha fatto propri i valori della qualità, sostenibilità, trasparenza e innovazione e che sarebbe un danno irreparabile disperdere”.

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