I siciliani scommettono 4 miliardi - QdS

I siciliani scommettono 4 miliardi

Maria Francesca Fisichella

I siciliani scommettono 4 miliardi

sabato 07 Novembre 2009 - 00:00

Con la crisi. Più poveri, ma pronti a sfidare la sorte.
18 milioni di euro. La somma versata dallo Stato nelle casse della Regione dai proventi di giochi di abilità e concorsi pronostici è scritta nel capitolo 1008 del Rendiconto e per il 2008 è 17.865.105 euro.
Palermitani più giocherelloni. Sono i palermitani a sfidare di più la sorte, infatti in Sicilia sono gli abitanti che spendono di più, ovvero 918 € pro capite contro i 751 della media Sicilia.

PALERMO – Nel 2008 i siciliani hanno speso quasi 4 miliardi in giochi e scommesse. Questo settore offre innumerevoli chiavi di lettura ed è stato oggetto a livello nazionale del recente rapporto “Gioco ergo sum” a cura del Censis servizi per “Giochi e società”.
Non è ancora conosciuto però quanto lo Stato incassa, regione per regione, dalle giocate, in quanto l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sta ancora elaborando i dati di interesse e risponde che è loro intenzione pubblicarli sul sito appena saranno pronti. Da uno studio pubblicato dalla rivista “Il Mondo” a ottobre risulta che l’Erario statale ha incassato 7,7 miliardi nel 2008 da tutte le giocate in Italia. Se dividiamo per venti abbiamo la media di circa 400 mln di incasso dal giocato di ogni regione. Circa 24 volte di quanto è stato versato alla Regione Siciliana nel 2008 (18 mln €).
Allo studio del Censis, che sorvola un decennio del fenomeno, dal 1999 a primi mesi del 2009, hanno collaborato l’Aams, (Amministrazione autonoma Monopoli di Stato) l’Accademia della Famiglia, l’Agipronews, Confindustria servizi innovativi, Fipe – Confcommercio, Polizia dei Giochi e delle scommesse e Sogei.
Secondo i risultati emersi, la Sicilia nel 2008 si aggiudica un valore pro-capite di 751 euro, che moltiplicato il numero degli abitanti dell’Isola (5.037.799 – dato al 31 dicembre 2008) fornisce un valore di 3.783.387.049 miliardi di euro. Scendendo ancor più nel particolare, si consideri il giocato pro-capite per ciascuna delle province siciliane. Per la maggior parte si attesta su valori vicini alla media nazionale (che è paria a 894 euro pro-capite), addirittura il capoluogo siciliano conta un valore pro-capite di 918 euro! Scorrendo la classifica delle province siciliane troviamo Messina con un valore di giocato pro-capite pari a 789 euro, Trapani con 748 euro, Catania con 742 euro, Ragusa con 726, Siracusa con 714, Caltanissetta con 604, Agrigento con 525 ed Enna con 440.
È bene, però, avere anche un’idea dell’evoluzione che ha interessato il settore in questi anni – abbracciando l’intero panorama dei prodotti offerti – ossia riferiti ai profili “skill” (abilità: lotto, lotterie, gratta e vinci, slot machine, superenalotto, bingo) e “luck” (fortuna: tris, scommesse ippiche, scommesse sportive, totogol, totocalcio, poker on-line), quest’ultimo il settore favorito.
Nel 1999 il settore era caratterizzato da tre prodotti predominanti, ovvero lotto, scommesse ippiche e concorsi pronostici, su cui si concentrava l’85,5 per cento delle giocate. Il mercato contava un valore in euro di 17,7 miliardi.
Alla fine degli anni ‘90, però, il quadro di riferimento vede un offuscamento del mitico Totocalcio, nuove formule per giochi maturi – come l’Enalotto – e l’introduzione di nuovissime offerte di gioco, che contribuiscono non solo ad allargare la platea dei giocatori ma anche e soprattutto a rubar terreno al gioco illegale.
Il periodo compreso tra il 2000 e il 2004 (volumi di giocato 24 miliardi di euro) rappresenterà un periodo di transizione, che creerà le chiavi di lettura del fenomeno fino al 2008. In Italia, lo scorso anno, si è contato un numero di giocatori pari al 60 per cento della popolazione e un volume d’affari di 47 miliardi di euro.
Puntando l’attenzione sulla classifica del giocato pro-capite 2008, sull’intero territorio nazionale, si vedrà l’Abruzzo in testa, seguito da Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna, mentre la Campania conquista il sesto posto (anche se nella classifica del volume di giocato pro-capite per provincia la sua Napoli – per il Mezzogiorno – non si lascia sottrarre il primato in Lotto, Bingo e Superenalotto). Le ultime tre posizioni sono conquistate rispettivamente da Veneto, Basilicata e Calabria.
In futuro i tre giochi a più alto tasso di crescita – secondo il Censis – saranno i giochi telematici da casinò, gli skill games (poker compreso), gli apparecchi elettronici. Mentre i fattori che determineranno il futuro del gioco in Italia saranno: la crescita dei consumi legati al tempo libero, lo sviluppo telematico, l’introduzione di giochi nuovi.

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