Messina è di nuovo senz'acqua - QdS

Messina è di nuovo senz’acqua

Lina Bruno

Messina è di nuovo senz’acqua

giovedì 05 Novembre 2015 - 16:00
Messina è di nuovo senz’acqua

Si può contare sull’acquedotto della Santissima, sui pozzi, sul bypass con l’Alcantara e sulle navi cisterna. La Rosa, dg Amam: “Se non si agisce sul dissesto qualsiasi intervento è inutile”

MESSINA – “Se non si agisce sul dissesto qualsiasi intervento sulla condotta è perfettamente inutile”. E’ la dichiarazione del direttore generale dell’Amam Luigi La Rosa a poche ore dal nuovo guasto sull’impianto di erogazione idrica che ha ancora una volta ceduto sotto il peso del movimento franoso nel territorio di Calatabiano. Città quindi ancora nel panico per la sospensione del flusso di acqua da Fiumefreddo e unità di crisi riattivata per gestire una emergenza che si spera meno complicata della precedente. Sembrano più chiare adesso le priorità e tra i siti da rifornire con autobotti sono state inserite oltre le strutture ospedaliere e di assistenza anche le scuole.
Si può contare sull’acquedotto della Santissima, sui pozzi ma anche sul bypass con l’Alcantara e sulle navi cisterna per una portata complessiva che dovrebbe essere pari a circa il 50% del normale approvvigionamento. Un sacrificio che si chiede ai Messinesi, che dovranno limitare i consumi, fino a quando non saranno effettuate le opere di messa in sicurezza a tutela della condotta idrica ma soprattutto a tutela di un territorio dove incombe non solo il rischio dei movimenti franosi per le avverse condizioni meteo delle ultime settimane ma anche quello della bomba d’acqua che si può riversare dall’acquedotto sovrastante.
“In dieci giorni è possibile intervenire sia a monte che sulla condotta con paratie di micropali – dice Alfredo Natoli, geologo di fiducia della passata gestione dell’Amam – è importante che non si perda tempo con progetti che hanno necessità di passaggi burocratici obbligati troppo lunghi; se l’Azienda ha al suo interno tecnici in grado di predisporre questi lavori da effettuarsi in coordinamento con la protezione civile – dice Natoli – i tempi potrebbero essere contenuti pur assicurando interventi di sicura tenuta che andrebbero integrate in un secondo momento da ulteriori consolidamenti”.
Per queste prime opere potrebbero bastare circa 200 mila euro a carico della Protezione civile ma quel’è l’intendimento dell’Amam sulla questione. “Il progetto di ancoraggio della condotta è pronto ma c’è un problema grave di dissesto che non compete all’Azienda.”
E’ chiaro il presidente dell’azienda meridionale acque Leonardo Termini che difende l’operato dell’Amam in questa emergenza.
“I nostri interventi sono stati approvati dai tavoli tecnici ma è chiaro che il problema del territorio deve essere affrontato coinvolgendo più istituzioni con competenze interprovinciali. Il progetto predisposto dall’Amam dovrà essere approvato – precisa Leonardo Santoro ingegnere capo del Genio Civile di Messina e componente dell’Unità di crisi della Prefettura – dai colleghi degli uffici di Catania ed è stato assicurato che avverrà nel giro di un paio di giorni e dopo ci vorranno circa quindici giorni per l’ancoraggio e contestualmente per le opere di messa in sicurezza e a questo proposito ho suggerito delle trincee drenanti”. Sulla rete di distribuzione idrica della città è stato critico il presidente della Regione Rosario Crocetta, presente al vertice in Prefettura insieme al capo del dipartimento Nnzionale della Protezione Civile Fabrizio Curcio.
“Un sistema di approvvigionamento “per cascata” che penalizza le zone più alte e collinari e che va modificato una volta superata questa fase di emergenza – ha detto il governatore – così come bisogna rafforzare il sistema dei serbatoi in alcune zone”.
Perché non è stato mai messo in discussione questo anomalo sistema e perché non si è mai pensato in questi anni come alternativa ad un bypass con l’Alcantara, adesso realizzato velocemente a Forza D’Agrò. E perché le tariffe di Siciliacque, la società che gestisce l’acquedotto dell’Alcantara, sono così alte visto che il sistema è meno oneroso rispetto a quello che porta l’acqua da Fiumefreddo e ancora perché la Regione non ha previsto a suo tempo un tetto massimo nelle tariffe nel bando di concessione trattandosi di un servizio pubblico? Qualcuno dovrà pure rispondere.

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