Ok ad anticipo di liquidità per certificare i fondi Ue - QdS

Ok ad anticipo di liquidità per certificare i fondi Ue

Raffaella Pessina

Ok ad anticipo di liquidità per certificare i fondi Ue

martedì 24 Novembre 2015 - 06:00
Ok ad anticipo di liquidità per certificare i fondi Ue

La Giunta regionale rivede le spese e programma le entrate 2016/2017. Faraone vede le elezioni e si muove in funzione anti M5S

PALERMO – La Giunta regionale nella sua ultima seduta, ha approvato, su proposta dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, il ricorso all’anticipazione della liquidità finanziaria mediante la Tesoreria regionale, in attesa dei fondi che dovranno essere trasferiti dallo Stato alla Sicilia. Questo provvedimento consentirà di sbloccare le risorse necessarie a certificare la spesa comunitaria per raggiungere l’obiettivo entro la fine dell’anno e coprire le spese obbligatorie. È stato inoltre approvato anche il piano di equilibrio da sottoporre alla Presidenza del Consiglio dei ministri, sui conti della Regione per il 2016 e il 2017. L’obiettivo è quello di rivedere la struttura delle entrate della Regione in modo tale da permettere una programmazione pluriennale della spesa. Il piano prevede di non utilizzare per i futuri esercizi finanziari, spese riservate allo sviluppo e alle infrastrutture per il risanamento dei conti.
Su proposta del presidente Crocetta, approvato il piano di interventi prioritari da realizzare nei prossimi due anni mediante il patto per lo sviluppo da sottoscrivere con il governo nazionale. Tra le priorità indicate: viabilità interna, dissesto idrogeologico, viabilità secondaria, aree di crisi complesse, porti etc.
Oggi intanto riaprono i battenti di sala D’Ercole con una seduta dedicata al ddl sul demanio trazzerale (n. 349/A) e sulla comunicazione ufficiale del rinnovo delle commissioni legislative. C’è da chiedersi quanto durerà la seduta e quanti deputati potranno esservi, poiché negli ultimi tempi a causa di polemiche e diatribe interne ai partiti, le sedute assembleari sono state rinviate. Questo mese ad esempio si è svolta praticamente quasi una seduta a settimana, con grave ritardo per l’attività legislativa.
Nonostante il rinnovo dell’esecutivo regionale, con l’ingresso di rappresentanti politici, la maggioranza continua ad essere in bilico anche a causa delle polemiche interne al Partito democratico. Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, renziano, ha sottolineato il suo interesse a costruire “un percorso sinergico e positivo tra il governo nazionale e quello regionale”. Faraone ha aggiunto che vi sono “tanti interventi che devono essere messi in campo e che devono giustificare il perché lo Stato continui a investire sulla Sicilia”. Per Faraone, tuttavia, la condizione essenziale per le riforme rimane la stabilità politica. “A livello nazionale – ha detto – il termine rimpasto è scomparso dall’agenda e dal vocabolario della politica italiana grazie a Renzi e credo che l’onere del cambiamento spetti come sempre al centrosinistra e al Partito democratico: dobbiamo esserne all’altezza”.
Faraone stigmatizza l’opposizione che presenta come i grillini, mozioni di sfiducia: “Non vedo in Sicilia un’opposizione liberale e innovativa come quella che ci dovrebbe essere. Credo ci sia un trasversalismo all’Ars tra tutte le forze che sostanzialmente non hanno ancora compreso la necessità delle riforme che si devono mettere in campo in Sicilia”. Se si continua ad avere “una logica assistenzialista -ha proseguito- e poi le cose non cambiano, siamo destinati a morire”.
Intanto Forza Italia serra le fila in vista di una prossima campagna elettorale e lo fa per bocca del suo leader Silvio Berlusconi che si è mostrato fiducioso: “Sono convinto che se presenteremo una proposta valida riusciremo a convincere gli amici siciliani perché la Sicilia non è una regione di sinistra”. “Se si andasse al ballottaggio tra il Pd e il M5S i sondaggi ci dicono che vincerebbero i Cinque Stelle. Siamo in una emergenza democratica – ha aggiunto – ma abbiamo nelle nostre mani la possibilità per ritornare a una nostra vittoria e a una piena e concreta democrazia”.

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