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Catania – Il ministro Giannini contestata all’Istituto Musco

Chiara Borzi

Catania – Il ministro Giannini contestata all’Istituto Musco

martedì 15 Dicembre 2015 - 04:30
Catania – Il ministro Giannini contestata all’Istituto Musco

Adottate misure di sicurezza eccezionali, ma non sono mancate le proteste degli studenti. Il membro del governo: l’educazione deve essere un pilastro fondamentale

CATANIA – Misure di sicurezza eccezionali, con un elicottero della polizia che ha sorvolato piazza Duomo, hanno accompagnato la visita a Catania della ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.
Il ministro torna in città ad un anno e mezzo dell’annuncio della nascita del primo istituto onnicomprensivo a Librino, un progetto che si è concretizzato al termine dello scorso anno scolastico e che quest’anno ha preso il via con le prime iscrizioni ai corsi di studio ad indirizzo artistico ed enogastronomico.
Giunta nel quartiere la ministro è stata contestata. Sono scoppiati tafferugli e scontri sono avvenuti tra i manifestanti e le forze dell’ordine nei pressi della “Angelo Musco”, istituto in cui è continuata la visita di Giannini.
Nella prima parte della giornata la ministro è stata ricevuta a Palazzo degli Elefanti dal sindaco Enzo Bianco. I due, insieme all’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Valentina Scialfa, si sono intrattenuti nella stanza del sindaco prima di spostarsi nel salone Bellini e incontrare la giunta.
“Catania avrà l’appoggio del Ministero nella sua attività di contrasto alla dispersione scolastica, così come per altre iniziative che riguardano la scuola – ha dichiarato Stefania Giannini – grazie alla visita fatta un anno e mezzo fa ho potuto capire quanto la scuola fosse un riferimento essenziale per la periferia di Librino”.
Aver portato il primo istituto onnicomprensivo in un delle periferie più degradate di Catania non è stato un compito semplice, nonostante il bisogno evidente del territorio.
“Doveva essere un percorso lineare, ma è stato ad ostacoli – ha ammesso la ministro – tuttavia avevamo preso un impegno e eravamo convinti che questo progetto a Librino fosse assolutamente necessario. Abbiamo così dato ai ragazzi l’occasione di scegliere una vita normale, un’occasione per trovare un lavoro attinente alle caratteristiche di questa regione e comunque scoprire un talento che, altrimenti, sarebbe rimasto nascosto”.
Un riferimento particolare è stato fatto dalla ministro alle scuole di periferia: “Qui l’educazione deve essere un pilastro fondamentale per il riscatto degli individui, le comunità migliorano perché sono composte dalla somme di vita che vivono in condizioni migliori”.
Come anticipato, spostandosi a Librino la ministro Stefania Giannini è stata contestata dai gruppi studenteschi, in protesta contro la riforma cosiddetta de “La buona scuola”. Ci sono stati momenti di tensione con la polizia, organizzata in assestato antisommossa, che non ha permesso agli studenti di avvicinarsi alla “Angelo Musco”. Per gli oppositori della riforma della scuola pensata dal governo Renzi, diritto di protesta solo dietro le transenne sistemate vicino piazza Borsellino.

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