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Patto globale per il clima

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Patto globale per il clima

venerdì 18 Dicembre 2015 - 00:00
Patto globale per il clima

A Parigi raggiunto accordo sul clima, primo passo verso un mondo davvero sostenibile

E’ ufficiale, abbiamo un accordo globale sul clima. Il testo ufficiale del tanto atteso “Paris Agreement” è stato rilasciato intorno alle 13,30 di sabato 12 dicembre dall’UNFCCC, la Convenzione Quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici, e approvato intorno alle 19,30. Si tratta di una tappa importantissima per la lotta ai cambiamenti climatici, il primo passo avanti verso un mondo più sostenibile.
Ma quali decisioni sono state prese e quindi quali sono le caratteristiche dell’Accordo di Parigi? Vediamolo di seguito.
Il Paris Agreement è un patto globale sul clima, non vincolante (come molti Paesi chiedevano e speravano che fosse) a livello internazionale, che si basa sugli impegni volontari forniti dai 196 Paesi membri dell’UNFCCC. Per la prima volta l’Accordo dovrà valere sia per paesi più industrializzati sia per quelli in via di sviluppo, in base al principio di equità e di responsabilità comune ma differenziata in funzione delle circostanze nazionali.
Nell’articolo 2 dell’Accordo si parla di obiettivi: viene fissato un obiettivo a lungo termine, che impone di mantenere il riscaldamento globale “ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali”, con lo sforzo di raggiungere l’obiettivo più ambizioso di 1,5°C, raccomandato dalla scienza. Ricordiamo che su questo punto si è discusso molto durante i negoziati della COP21, perchè la richiesta dei Paesi più vulnerabili era di inserire subito il limite di 1,5°C.
All’articolo 4 si parla di mitigazione: il punto di partenza per raggiungere questo obiettivo sono i contributi nazionali, ovvero gli Intended Nationally Determined Contributions (INDCs). Presentati dai Paesi partecipanti prima della COP21, gli INDCs rappresentano l’elemento fondante dell’accordo anche per il futuro. Tuttavia questi contributi nazionali fino a oggi presentati consentirebbero, secondo studi già disponibili, un aumento delle temperature compreso tra 2,7 e 3,5°C entro il 2100 rispetto all’era pre-industriale. Sono quindi insufficienti per il raggiungimento dell’obiettivo riportato all’articolo 2, ma l’Accordo su questo non si esprime se non richiamando l’impegno e la responsabilità volontaria delle Parti di esprimere proposte di contributo nazionale più ambiziose e da revisionare ogni cinque anni.
La cerimonia ufficiale di firma sarà il 22 aprile 2016 a New York e il trattato entrerà in vigore dal 2020 quando sarà ratificato da almeno 55 Paesi che devono rappresentare complessivamente almeno il 55% delle emissioni globali di origine antropica.
Per avere maggiori dettagli sull’Accordo di Parigi, articolo per articoli, vi condigliamo di guardare questo sito: Italian Climate Network.

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