Da Custonaci ad Ispica, così rivive la tradizione del presepe vivente - QdS

Da Custonaci ad Ispica, così rivive la tradizione del presepe vivente

Dario Raffaele

Da Custonaci ad Ispica, così rivive la tradizione del presepe vivente

giovedì 24 Dicembre 2015 - 02:00
Da Custonaci ad Ispica, così rivive la tradizione del presepe vivente

Una tradizione molto sentita in Sicilia che attira ogni anno migliaia di visitatori. La mappa delle principali rappresentazioni. Caratteristica la rivisitazione della natalità di Gesù a Gangi, il borgo eletto più bello d’Italia nel 2014

PALERMO – Quella del presepe vivente è una tradizione che da diverso tempo è molto sentita in Sicilia e che ogni anno attira migliaia di visitatori. Sono tantissime le rappresentazioni della nascita di Gesù, ogni paese propone la sua versione, sfruttando anche quelle che sono le peculiarità del proprio territorio e le rispettive tradizioni popolari. Nella maggior parte dei casi si ha la possibilità di rivisitare arti e mestieri dell’antichità, alcuni dei quali stanno scomparendo e con ambientazione spiccatamente siciliana.
Il più famoso e più visitato è probabilmente il presepe vivente di Custonaci, in provincia di Trapani, inscritto dal 2006 nel Registro delle Eredità Immateriali, tra i 100 beni immateriali della Regione Siciliana. Questo presepe, nato più di 30 anni fa, si trova esattamente nella località di Borgo Scurati, e sfrutta la location naturale offerta dalla Grotta Mangiapane e dalle piccole casette che vi sorgono attorno.
Attraverso un percorso obbligato è possibile vedere tutti i personaggi che reinterpretano gli antichi mestieri. L’autenticità di questo presepe, che ogni anno attira circa 400 mila visitatori, è data dal fatto che i personaggi non fingono di lavorare, ma lavorano per davvero: il calzolaio ripara le scarpe; il barbiere fa la barba; i fabbro batte il ferro rovente; la sarta cuce gli abiti, ecc…
Sempre in provincia di Trapani, tra Castellammare del Golfo e la riserva naturale dello Zingaro, troviamo un altro interessante presepe, quello di Balata di Baida.
In provincia di Palermo troviamo il presepe vivente di Gangi, allestito nelle caratteristiche vie del centro storico, uno dei Borghi più Belli d’Italia, fatto di scalinate, torri e strette vie. A differenza dei precedenti presepi, quello di Gangi ripropone l’ambientazione della Palestina ai tempi della nascita di Gesù (non a caso si chiama “Da Nazareth a Betlemme“) con circa 100 personaggi in costume con scene legate alla vita sociale di quel tempo, scene legate alla presenza militare di Roma imperiale con Erode, la sua corte e i soldati e scene esclusivamente di carattere religioso.
Scendendo un po’ più a Sud, in provincia di Caltanissetta, troviamo il presepe vivente di Sutera, nato nel 1999. A differenza del presepe di Custonaci, questo si snoda lungo le strade del centro abitato e precisamente nell’antico quartiere medievale Rabato, dai lineamenti arabeschi. Si tratta di stradine strette e tortuose, in salita, con costruzioni tipiche siciliane, come i dammusi e le ghittene. Anche qui troviamo interpreti degli antichi mestieri e alcune scene di vita pastorale, agreste e familiare, con una fedele ricostruzione degli ambienti di vita e di lavoro.
Realizzato nel magnifico scenario della zona archeologica e parte del centro storico, il presepe vivente di Ispica rappresenta una tappa obbligatoria a quanti desiderino toccare con mano la magia del Natale. Circa 50 gli antichi mestieri che prenderanno vita tra le grotte del bellissimo panorama naturale, accompagnati da un team di attori professionisti pronti a portare in scena le piccole vicende di vita quotidiana narrando quella che rappresenta la storia più affascinante dei tempi: la nascita di Gesù Bambino. Il suggestivo scenario naturalistico della Cava è ravvivato dalla presenza di numerosi santuarietti rupestri, una necropoli (necropoli sicula di Scalaricotta con tombe a grotticella) e ruderi di chiese. Il Presepe vivente di Ispica dà inoltre modo di visitare un oleificio naturale del 1700, un palmento risalente a fine ‘800, un mulino ad acqua del 1700 e tanti altri siti archeologici da scoprire lungo il percorso.

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