Centri di dialisi privati: anno nuovo, vecchie richieste - QdS

Centri di dialisi privati: anno nuovo, vecchie richieste

Aurelio Trupia

Centri di dialisi privati: anno nuovo, vecchie richieste

venerdì 08 Gennaio 2016 - 03:00
Centri di dialisi privati: anno nuovo, vecchie richieste

L’Adip si è fatta più volte portavoce del disagio in cui sono costretti ad operare i propri associati

Solitamente la fine dell’anno rappresenta un momento di riflessione, un momento in cui fare il resoconto delle cose fatte e programmare le azioni future per l’anno che verrà.
La nostra associazione, nell’anno appena trascorso, si è fatta più volte portavoce presso le Istituzioni regionale, del disagio in cui sono costretti ad operare i nostri associati per le mille problematiche che investono il nostro settore, ma anche di proposte volte ad ottenere benefici per pazienti che assistiamo e consistenti risparmi per l’intera collettività.
Purtroppo tutte le nostre richieste sono rimaste inascoltate, con l’unico risultato tangibile che per il secondo anno consecutivo ci ritroviamo nostro malgrado “fuorilegge”.
Le nostre strutture, che operano in maniera capillare su tutto il territorio regionale, rappresentano, per qualità e servizi, una eccellenza della sanità privata Siciliana (questo non ci stancheremo mai di dirlo), fino al 31/12/2014 erano state disciplinate dal D.A. n. 925 del 14/05/2013 – Rideterminazione delle tariffe per il trattamento dei pazienti affetti da uremia terminale -.
Ad oggi sono in attesa, nonostante le reiterate richieste di incontri, a qualsiasi livello, del nuovo decreto assessoriale per disciplinare gli anni a venire.
Come giustificare questa colpevole sordità e ritardo da parte delle Istituzioni regionali, in primis dell’assessore alla Salute?
Quale burocrate dell’assessorato alla Salute ha ritenuto e ritiene, che la branca della Nefrologia, a ragione considerata “salvavita” debba essere lasciata senza regolamentazione mettendo a rischio operatori e pazienti?
Per noi la risposta è semplice e si racchiude in due fattori: 1) mancanza di programmazione e 2) non conoscenza sia del settore della dialisi che della tecnica dialitica. Un mix che obbliga i nostri associati ad erogare prestazioni senza avere la certezza della loro remunerazione, ma in ogni caso, grazie alla professionalità che li contraddistingue continuano dare sempre la migliore assistenza al paziente.
La prova di quello che diciamo ci viene offerta dal D.A. n. 2336 del 24/12/20105 – Determinazione aggregati di spesa per l’assistenza specialistica da privato ANNO 2015 – (grande apprezzamento per avere lavorato la vigilia del Santo Natale, ma non ancora pubblicato nella Gurs).
Parliamo di un atto di programmazione, che normalmente dovrebbe essere approntato a gennaio/febbraio dell’anno in corso, con la concertazione di tutti gli operatori del settore (a proposito la nostra organizzazione non è stata invitata alla concertazione) ed invece vede la luce ad anno già trascorso, quando tutte le strutture interessate dall’atto amministrativo hanno erogato prestazioni che ad oggi si rilevano di dubbia esigibilità.
Ed ancora, la premialità, prevista dall’art. 4 del D.A. 925 del 14/05/2013, sopra citato, che ricordo aveva validità fino al 31/12/2014, troverà applicazione per l’anno 2015 già trascorso e nel 2016? Le condizioni per usufruirne saranno immutate o verranno modificate in corso d’opera con gravi ripercussioni economiche per le nostre strutture?
Di contro ci vengono richiesti nuovi e maggiori adempimenti, sia nei confronti del Registro siciliano di Nefrologia, Dialisi e Trapianto che delle varie ASP, con aggravi di costi e sacrifici per le nostre strutture.
Il nostro augurio è che il nuovo anno segni una svolta nei rapporti con i nostri interlocutori che ci permetta di instaurare rapporti leali, trasparenti, avere regole certe, dare risposte concrete e veloci, così da evitare che ad ogni anno nuovo vengano formulate vecchie richieste.

Dott. Aurelio Trupia
Presidente Regionale A.Di.P.

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