Regione: con la crisi tutto resta come prima - QdS

Regione: con la crisi tutto resta come prima

Raffaella Pessina

Regione: con la crisi tutto resta come prima

martedì 17 Novembre 2009 - 00:00

Occupate senza concorso ben 4.683 unità in 15 delle 30 partecipate regionali. Ad esempio: la riduzione delle numerose società regionali

PALERMO – In attesa del riassetto politico siciliano riprende la settimana parlamentare a Palazzo dei Normanni.
A seconda di quali accordi verranno trovati, si potrebbero ribaltare gli ordini del giorno non solo di Sala D’Ercole ma anche delle Commissioni. L’appuntamento pressante rimane comunque quello dell’approvazione dei documenti finanziari in tempo per non arrivare all’esercizio provvisorio e la tendenza sembra essere quella di un ripristino della vecchia maggioranza con una incognita per quanto riguarda il rientro dell’Udc in giunta e anche sulla posizione del co-coordinatore del Pdl in Sicilia Giuseppe Castiglione.
Il documento di bilancio è questa settimana all’ordine del giorno di tutte le commissioni permanenti; il polso della situazione lo si potrà avere solo questa sera dopo le dichiarazione del Governatore Raffaele Lombardo sulla situazione dell’assessore Gaetano Armao che si è già dimesso dalla Protezione civile e spera così di mantenere il proprio posto di assessore alla Presidenza per attuare la riforma dell’Amministrazione regionale.
Ma non è l’unico che vuole attuare le riforme in Sicilia: già nello scorso mese di ottobre Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive aveva dato l’avvio ad una serie di audizioni per tastare il polso della situazione sulle società partecipate della Regione (in tutto 30). Quasi un terzo di queste società non si è nemmeno presentato alle audizioni, mettendo in difficoltà la gestione dei dati complessivi di questo elenco che doveva essere presentato al Presidente della Regione per chiedergli di cancellarne o almeno accorparne molte di queste per evitare fuoriuscite di denaro in un periodo di grave crisi economica quale è quello attuale.
Il problema principale rimane comunque la collocazione di tutti gli impiegati, a tempo indeterminato, determinato o con contratto a progetto di cui si avvolgono queste società per funzionare: si tratta di 4.683 unità per 15 società partecipate (le uniche che hanno fornito questi dati e che riportiamo in tabella) che non possono certamente finire in mezzo ad una strada. In alcuni casi (come la Cape) gli impiegati si contano sulle dita di una mano, ma vi sono società come l’Ast (Azienda Siciliana Trasporti) o la Beni Culturali Spa che contano più di mille tra impiegati, funzionari e dirigenti. A questi si devono aggiungere i compensi dei vari Presidenti, Vice e consiglieri di amministrazione che incidono pesantemente sulle voci di bilancio destinate al personale. Il Presidente di Sicilia Acque, Gaetano Scaravilli, ad esempio, ha percepito 115.000 euro di compenso nel 2008; Salvatore Gueli ha percepito nello stesso anno 110.772 euro per la carica di Presidente della Multiservizi Spa. Per completare il quadro della situazione sarebbero necessarie le audizioni delle società che mancano all’appello: Biosphera Spa, consorzio Sicilia Trasporti Navali Scarl, Inforac Map Spa, Distretto Tecnlogico Nano Sistemi Scarl, Consorzio Sicilia Agro Biopesca ecocompatibile Scarl, Italkali Spa, Società Stretto di Messina e Ciem Spa (in liquidazione).

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