Terna: 3,3 mld di euro per la rete elettrica - QdS

Terna: 3,3 mld di euro per la rete elettrica

redazione

Terna: 3,3 mld di euro per la rete elettrica

giovedì 25 Febbraio 2016 - 13:00
Terna: 3,3 mld di euro per la rete elettrica

Presentato il Piano Strategico 2016-2019. Priorità agli interventi di sviluppo in Italia, più investimenti ma minor impatto in bolletta

Un maggior impegno per lo sviluppo della rete elettrica nazionale, con più investimenti ma impatti limitati sulla bolletta di imprese e famiglie, un occhio oltreconfine per opportunità di attività all’estero, una nuova politica dei dividendi con una crescita annua del 3% fino al 2019, e una maggior efficienza operativa, grazie alla disciplina sui costi e alle sinergie con la rete Fs. Questi i principali ingredienti del nuovo Piano Strategico 2016-2019 che Terna – la società presieduta da Catia Bastioli e guidata da Matteo Del Fante, che gestisce la rete elettrica nazionale – ha presentato nei giorni scorsi alla comunità finanziaria. Un Piano che per la prima volta si articola su un orizzonte temporale di quattro anni, a differenza dei precedenti programmati su un quinquennio, perché è proprio di quattro anni il nuovo periodo regolatorio di riferimento, secondo quanto stabilito dall’Autorità dell’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico a fine 2015.
Sviluppo della rete elettrica nazionale – Il punto principale del nuovo Piano riguarda lo sviluppo e il rafforzamento della rete di trasmissione. Dal 2005 Terna ha già effettuato investimenti per circa 10 miliardi di euro, per rafforzare la rete elettrica nazionale, ridurre le congestioni della rete e il differenziale tra i prezzi zonali dell’energia. Le future infrastrutture verranno realizzate con tecnologie all’avanguardia, in grado di garantire una sempre maggiore attenzione agli aspetti ambientali e di sostenibilità. Nei prossimi 4 anni Terna prevede un impegno per lo sviluppo della rete elettrica che raggiungerà circa 3,3 miliardi di euro, evidenziando uno sforzo ancora maggiore rispetto a quanto previsto dal precedente Piano Strategico, ma con un impatto limitato sulla tariffa e sul debito netto. Di questi, 2,6 miliardi di euro rappresentano gli investimenti che verranno realizzati sulla rete elettrica nazionale e che entreranno nella tariffa elettrica, ai quali si aggiungeranno investimenti finanziati da contributi Ue per complessivi 300 milioni di euro, oltre a circa 400 milioni di euro per il progetto cosiddetto “Interconnector” tra Italia e Francia. A parità di periodo, il nuovo Piano presenta un impegno maggiore per circa 400 milioni di euro rispetto al piano precedente, anche in virtù dell’integrazione della rete Fs e di un’accelerazione dei progetti strategici.
Principali opere in costruzione:
L’elettrodotto “Sorgente-Rizziconi” – Tra le più importanti infrastrutture elettriche in corso di realizzazione figurano le interconnessioni con Francia e Montenegro, e i progetti di riassetto e sviluppo della rete nelle aree metropolitane di Firenze, Napoli, Milano e Palermo, oltre a quelli avviati per realizzare l’interconnessione delle isole campane. La priorità è completare l’elettrodotto “Sorgente-Rizziconi”, il più lungo cavo elettrico marino al mondo in corrente alternata, che servirà a rafforzare il collegamento tra la Sicilia e la penisola italiana. Si tratta di un’opera che svolge un ruolo fondamentale nell’ambito del Piano di Sviluppo della rete elettrica nella Regione, che servirà a mettere in sicurezza l’Isola e quindi evitare blackout. Una volta realizzata, infatti, i benefici prodotti grazie alla riduzione del differenziale di prezzo dell’energia nell’Isola e il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili e l’esportazione di produzione rinnovabile verso il continente di 700 MW, consentirà un risparmio complessivo per imprese e famiglie pari a circa 600 milioni di euro l’anno. Una linea elettrica anche dai risvolti ambientali notevoli: l’elettrodotto consentirà di evitare l’immissione in atmosfera di 675 mila tonnellate di CO2 e permetterà la demolizione di 170 km di vecchie linee e di 550 sostegni e di liberare al vincolo di servitù dell’elettrodotto 264 ettari di territorio (pari ad oltre 350 campi da calcio). A cui si aggiunge il fatto che sono stati utilizzati gli innovativi pali monostelo, che hanno un ingombro al suolo inferiore di 15 volte quello dei tralicci tradizionali.
Sviluppo internazionale – Il Piano Strategico 2016-2019 prevede una maggiore visibilità sull’evoluzione delle Attività Non Regolate del Gruppo, sempre più parte integrante delle attività di Terna, e che si articolano principalmente nel settore dei servizi TLC, di realizzazione e manutenzione di impianti per terzi e di manutenzione di impianti fotovoltaici. Inoltre, nei prossimi quattro anni Terna prevede un impegno economico fino a circa 150-200 milioni di euro per attività regolate all’estero, a supporto della crescita e della creazione di valore nel lungo periodo. Tali iniziative saranno selezionate attraverso processi di valutazione che garantiscano un basso profilo di rischio e una valorizzazione del ruolo industriale di Terna e potranno essere sviluppate anche in partnership.
Innovazione tecnologica e storage – Terna intende sostenere la ricerca di soluzioni tecnologiche innovative a supporto della sostenibilità ambientale e proseguirà nello sviluppo di sistemi di accumulo e di sistemi cosiddetti smart, localizzati soprattutto nelle isole maggiori e nel Sud Italia, un settore in cui Terna è pioniere. La società ha completato la realizzazione di sistemi di accumulo all’interno della rete elettrica nazionale per circa 50 MW, sui 75 MW complessivamente previsti, utili alla difesa del sistema (sicurezza) e alla riduzione delle congestioni di rete determinate dalle nuove fonti di produzione rinnovabile.
Efficienza operativa – Nell’arco di Piano, Terna manterrà il focus sui programmi di cost excellence avviati nel 2015, proseguendo nel percorso di miglioramento dei processi operativi e di razionalizzazione dei costi anche con riferimento alla rete FS. Nei prossimi quattro anni Terna stima efficienze ulteriori sui costi per 10 milioni di euro l’anno per il costo del lavoro e fino a 5 milioni di euro l’anno per i costi esterni; queste ulteriori efficienze vanno ad aggiungersi alle stime di saving previste dal precedente Piano, con il quale sono stati annunciati risparmi per 30 milioni di euro l’anno a fine 2019.

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