Bruxelles, duro colpo al cuore dell'Europa - QdS

Bruxelles, duro colpo al cuore dell’Europa

Valeria Arena

Bruxelles, duro colpo al cuore dell’Europa

mercoledì 23 Marzo 2016 - 09:00
Bruxelles, duro colpo al cuore dell’Europa

Esplosioni in aeroporto e in metro. L’Isis rivendica l’attacco

BRUXELLES – Nuova giornata di terrore per l’Europa, colpita, a soli quattro mesi dalla strage di Parigi, da altri due attacchi terroristici coordinati verificatisi, questa volta, a Bruxelles, cuore pulsante dell’Unione Europea e sede del Parlamento comunitario. Ieri mattina, intorno alle 8, due violente esplosioni hanno avuto luogo nella sala d’attesa delle partenze dell’aeroporto Zaventem della città belga, vicino al banco dell’American Airlines, e una terza è stata registrata all’altezza della fermata Malbeek della metropolitana. Inoltre, secondo quando dichiarato dal governatore regionale un’altra bomba, non esplosa all’aeroporto, è stata fatta brillare dalle forze di sicurezza e dagli artificieri.
Poche ore dopo i due attacchi, il primo ministro belga, Charles Michel, ha convocato una conferenza stampa per chiarire le dinamiche dell’accaduto: “Ciò che temevamo è avvenuto. Il nostro paese e i nostri concittadini sono stati colpiti da due attentati ciechi, violenti, vigliacchi. Siamo di fronte ad una prova difficile, dobbiamo essere uniti e solidali. Sappiamo che ci sono numerosi morti e numerosi feriti”.
Mentre scriviamo, il bilancio secondo le istituzioni belghe è di 34 morti, 14 in aeroporto e 20 nella stazione della metropolina, e 230 feriti, tra cui figurano anche tre connazionali. La Fernesina, infatti, ha ufficializzato l’assenza di italiani tra le vittime delle esplosioni.
Le intelligence europee non sono ancora in grado di stabile se i due attentati siano collegati al recente arresto di Salah Abdeslam, mente delle stragi parigine del 13 novembre scorso, in fuga da ben quattro mesi, ma non passa senza dubbio in secondo piano il fatto che l’ennessimo cruento attacco terroristico al cuore dell’Europa abbia avuto luogo dubito dopo il blitz del 18 marzo e la diffusione della notizia di un eventuale pentimento da parte del ventiseinenne francese naturalizzato belga, spaventato dalla richiesta di estradazione in Francia.
L’Isis, infatti, ha rivendicato l’attentato attraverso l’agenzia Amaq, media vicina al Califfato, minacciando di colpire ancora: “Combattenti dello Stato Islamico hanno effettuato oggi una serie di attacchi con cinture esplosive e ordigni, prendendo di mira l’aeroporto e una stazione (centrale) della metropolitana nel centro della capitale belga Bruxelles, Paese che partecipa alla coalizione internazionale contro lo Stato Islamico”.
Dal testo si evince che sia nell’aereoporto di Zaventem che nella stazione della metropolitana presi di mira sarebbero entrati in azione degli attentatori suicidi, ipotesi per ora avvallata dalle autorità belghe solo per lo scalo aeroportuale.
Le autorità belghe parlano di tre sospetti in fuga, individuate dalle telecamere di sorveglianza, mentre la polizia di Bruxelles ha già arrestato altri due sospetti davanti alla Gare du Nord, una stazione ferroviaria non lontano dalla stazione della metropolitana di Maelbeek.
Intanto, iniziano ad arrivare i primi dettagli investigativi sulle due esplosioni: il giornale belga “De Standaard“ scrive, citando fonti vicine all’inchiesta, che gli attentatori di Bruxelles avrebbero utilizzato lo stesso esplosivo degli attentati di Parigi. Si tratta del Tatp, un mix chimico di facile composizione, cui spesso fanno ricorso gli attentatori fai-da-te, e in particolari quelli dell’Isis. Le bombe utilizzate per compiere l’attacco terrorista all’aeroporto di Zaventem a Bruxelles, inoltre, contenevano dei chiodi: lo ha dichiarato a VTM l’amministratore delegato dell’ospedale universitario Gasthuisberg di Lovanio, Marc Decramer.
La maggior parte delle vittime trasportate in quest’ospedale presentava fratture, ustioni e ferite profonde causate da oggetti metallici.

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