Edilizia, un contributo di chiarezza arriva da Consiglio di Stato - QdS

Edilizia, un contributo di chiarezza arriva da Consiglio di Stato

Bartolomeo Buscema

Edilizia, un contributo di chiarezza arriva da Consiglio di Stato

mercoledì 23 Marzo 2016 - 04:00
Edilizia, un contributo di chiarezza arriva da Consiglio di Stato

Tra restauro, risanamento, ristrutturazione e nuove costruzioni linee di confine non sempre chiare. Per fugare ogni dubbio sui diversi interventi emesse due distinte sentenze

CATANIA – Quali sono le differenze tra restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione e nuove costruzioni?
È difficile rispondere perché, purtroppo, specialmente nelle aree vincolate, le linee di confine tra tali interventi edilizi non sono sempre chiare e univoche e quindi sono spesso oggetto di contenzioso. Un contributo di chiarezza ci viene dal Consiglio di Stato che ha emesso due distinte sentenze.
In particolare, nella prima sentenza 3505/2015 il Consiglio di Stato ha chiarito che nelle aree vincolate sono consentiti gli interventi di restauro e risanamento conservativo, che consistono nella sostituzione di parti degradate e adeguamento dei servizi senza modifiche di volumetria, sagoma e destinazione d’uso.
Si tratta di interventi mirati a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentano destinazioni d’uso compatibili.
Rientrano in quest’ambito il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione di elementi o estranei o deteriorati.
Al contrario – hanno spiegato i giudici – la ristrutturazione consiste nel rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio e nell’alterazione dell’originaria fisionomia e consistenza fisica dell’immobile.
Invece, con la con la sentenza n. 4077/2015, depositata il primo settembre 2015, il Consiglio di Stato ha chiarito che un intervento di demolizione e ricostruzione che non rispetti la sagoma dell’edificio preesistente si configura come un intervento di nuova costruzione e non di ristrutturazione edilizia. Un chiarimento che si rifà a una passata sentenza (sez. IV, 6 dicembre 2013 n. 5822) nella quale il Consiglio di Stato ha osservato che, ai sensi della lettera d), comma 1 dell’art. 3 del Testo Unico dell’edilizia, sono inclusi nella definizione di ristrutturazione edilizia gli interventi di demolizione e ricostruzione con identità di volumetria e di sagoma rispetto all’edificio preesistente.

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