Simpatizzo per Trump, solo contro l'apparato - QdS

Simpatizzo per Trump, solo contro l’apparato

Carlo Alberto Tregua

Simpatizzo per Trump, solo contro l’apparato

martedì 10 Maggio 2016 - 00:00

Candidato-presidente contro tutti

Donald Trump, miliardario di una famiglia di terza generazione, non più giovanissimo con i suoi 70 anni, ha sbaragliato i concorrenti per la corsa alla nomination del 18-21 luglio, nella quale l’Old Party dovrà indicarlo candidato ufficiale del Partito Repubblicano nella competizione alla Presidenza degli Stati Uniti d’America.
L’avversario di Trump è Hillary Rodham, sposata con Bill Clinton, che è stato il 42° Presidente degli Usa. Anche se non si dovrebbe dire l’età di una donna, non possiamo sottacere i suoi 68 anni.
Quindi, due giovincelli a confronto, uno dei quali sarà eletto capo della più ricca nazione del mondo con i suoi oltre 16mila miliardi di Pil.
La Rodham è certamente esperta di istituzioni americane avendo rivestito gli incarichi di Segretario di Stato e di senatrice. Conosce tutte le amministrazioni politiche del mondo, sa come vanno le cose, e sarebbe il primo Presidente americano donna, fatto impensabile quando fu eletto il primo presidente americano uomo, George Washington, nel 1789.

Nel campo repubblicano, Trump è stato un outsider. Nessuno avrebbe scommesso un dollaro sulla sua capcità di conquistare 1.000 delegati, avendo contro l’establishment del suo Partito, tutto contrario a un uomo che non poteva essere controllato né irregimentato.
Trump ha finanziato la sua campagna elettorale, puntando sul sentimento popolare, parlando alla pancia dei ceti medio-bassi americani e, pur avendo contro buona parte della borghesia e del mondo degli affari, è riuscito in questa sorprendente impresa.
Proprio per questo dichiariamo la nostra simpatia per chi ha rotto le catene di una poderosa organizzazione partitocratica ed è quasi arrivato al traguardo di luglio sospinto dal vento popolare, in modo inarrestabile.
La dirigenza del suo partito ha cercato in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote, che Trump ha rotto sistematicamente, continuando a farle rotolare fino alla prima meta, appunto, la Convention di luglio.
Ora, dice Trump, tutti mi telefonano e tutti mi vogliono, come il Barbiere Siviglia.

Trump di qua, Trump di là Trump di su, Trump di giù. E lui gode di questo vento favorevole che gli arriva anche da chi lo ha ostacolato fino all’ultimo.
I vertici del Partito Repubblicano si stanno comportando come gli italiani che, come è noto, corrono sempre in soccorso del vincitore, restando prudenti fino a quando non capiscono da che parte spira il vento.
Saremo presenti alla Convention del Partito Repubblicano di luglio, con un nostro prestigioso collaboratore, il Prof. Pino Grimaldi, già Presidente internazionale del Lions Club, il quale è stato accreditato per partecipare personalmente alla kermesse.
Perciò, possiamo anticipare che vi daremo conto di quello che succederà di prima mano, senza bisogno di passare dalle Agenzie. Cosicché anche voi, cari lettori, sarete serviti dalla nostra testata, presente insieme ad altre testate nazionali.

Una volta nominato candidato, Trump dovrà cominciare la vera campagna elettorale, che lo farà confrontare con la Rhodam fino a martedì 8 novembre, giorno in cui il popolo americano eleggerà il 45° Presidente.
I bookmakers danno in vantaggio Rhodam rispetto a Trump. Se venisse eletta costituirebbe una novità dopo quella di un afroamericano quale Barack Obama. Quel popolo ha la capacità di innovarsi continuamente e di non temere le novità.
Nonostante i pronostici negativi, Trump potrebbe farcela come a sorpresa fu eletto Ronald Reagan, 40° presidente degli Usa, nel 1981. Un ex attore che seppe dare pace e prosperità al popolo americano con la sua Reaganomics. Non era colto, ma persona di buon senso. Ha saputo amministrare, anche col sorriso sulle labbra, e viene ricordato come un buon presidente.
Non sappiamo come finirà la tenzone Rodham-Trump. Sappiamo però che quale dei due sarà il nuovo presidente, gli Stati Uniti manterranno la barra al centro come fanno da 227 anni.

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