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Palermo – Rifiuti: i debiti vengono al pettine, l’emergenza è diventata cronica

Luca Insalaco

Palermo – Rifiuti: i debiti vengono al pettine, l’emergenza è diventata cronica

sabato 21 Novembre 2009 - 00:00

La Regione ha versato per il consorzio 4 milioni di euro, ma basteranno solo per qualche settimana. Emblematico il caso del Coinres, già in rosso per circa 40 milioni di euro

PALERMO – Che siano i sacchetti per strada o l’aumento della Tarsu, tutto ruota intorno alla munnizza. Quella dei rifiuti è un’emergenza che si è ormai cronicizzata, con i Comuni e le Ato perennemente con l’acqua alla gola, le discariche chiuse a giorni alterni e le cataste di sacchetti innalzate a monumento di una crisi il cui emblema è il Coinres, il consorzio finito al centro delle cronache per lo scandalo parentopoli e attentati intimidatori.
“Il Consorzio ha complessivamente accumulato debiti per circa 40 milioni di euro (tra Amia, Inps, Inpdap, Temporary…), una somma enorme che è impensabile riuscire ripianare in breve tempo” dice Giorgio D’Angelo, il commissario del Coinres nominato qualche giorno fa dall’Arra con un budget di 4 milioni di euro. Risorse che basteranno a mala pena per qualche settimana. C’è da pagare l’Amia, con la quale il commissario ad acta ha rinnovato il contratto per utilizzare la discarica, non si sa fino a quando.
“Negli anni – spiega D’Angelo – il consorzio ha accumulato debiti con Amia per circa 25 milioni di euro, ma ci sono tutta una serie di costi da sostenere, a cominciare dagli stipendi dei 500 dipendenti, per garantire il servizio nei 22 comuni dell’Ato”.
Se dopo una raccolta straordinaria l’emergenza nell’Ato 4 è in parte rientrata, il rischio è che si riapra un altro fronte. Neppure il tempo di riattivarsi e la discarica di Partinico è stata vietata ai Comuni morosi, oltre che del Coinres, anche dell’Ato Belice Ambiente. I Comuni dell’Ato Pa2 non possono neppure contare sulla discarica di Bellolampo, i cui cancelli sono stati chiusi da tempo dall’Amia.
“Al di là delle difficoltà legate alla mancanza di una riforma del settore – ha detto il deputato regionale del Pdl e vice sindaco di Monreale, Salvino Caputo – la penuria di risorse, che affligge le società d’ambito da un lato e i Comuni dall’altra, costringerà i gestori delle due discariche a chiuderle a chi non è in grado di provvedere ai relativi pagamenti. Siamo di fronte a una guerra fra poveri, le cui conseguenza resteranno a carico dei cittadini e dei sindaci che rimarranno in prima persona a fronteggiare una gravissima emergenza”.
Per l’utilizzo di Bellolampo, Amia vanta crediti per circa 80 milioni di euro da Ato e comuni, una somma che intende di incassare per coprire i debiti nei confronti di banche e fornitori e attuare quindi il piano di risanamento.

I commenti. Accelerare i tempi della riforma
PALERMO – Per Giovanni Avanti i 4 milioni di euro stanziati dalla Regione non sono sufficienti a risolvere l’emergenza: “Occorrono – ha detto il presidente della Provincia – stanziamenti più cospicui e a carattere straordinario anche e soprattutto per consentire il passaggio dalle attuali Ato alle nuove strutture che ne prenderanno il posto nella gestione del servizio. Non si può continuare ad affidarsi a soluzioni di breve durata che tengono i sindaci e i cittadini sempre sul filo del rasoio e in perenne pericolo di una nuova emergenza”. “La Regione per tamponare l’emergenza sta utilizzando i fondi dei Comuni già sull’orlo del dissesto finanziario – ha detto il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo – e il presidente Lombardo si vanta di portare avanti una politica di risanamento dei conti pubblici, mentre il rinvio della riforma determina soltanto l’aggravarsi dell’indebitamento delle Ato”.

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