Obiettivi Cop21 ancora lontani - QdS

Obiettivi Cop21 ancora lontani

Bartolomeo Buscema

Obiettivi Cop21 ancora lontani

martedì 24 Maggio 2016 - 06:00
Obiettivi Cop21 ancora lontani

Secondo l’Italy Climate Report, le emissioni nello Stivale sono aumentate lo scorso anno di circa il 2,5%. Debole è stata la crescita delle fonti rinnovabili: dal 2013 al 2015 solo +0,6%

L’Europa deve elaborare una nuova e più impegnativa roadmap climatica se vuole centrare gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima, firmato a New York il 22 aprile scorso. Questa in sintesi la conclusione dell’Italy Climate Report redatto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presieduta dall’ex ministro per l’Ambiente, Edo Ronchi. Un documento che pubblica dati e analisi sulle implicazioni a livello internazionale, europeo e italiano dell’Accordo per il clima raggiunto alla COP21 di Parigi che ha coinvolto ben 195 Paesi e che mira a contenere l’aumento della temperatura media globale di sotto i 2°C, puntando a una soglia d’incremento di 1,5°C.
Nel report si legge che le emissioni di gas serra globali nel 2014 e nel 2015 sono state sostanzialmente stabili, nonostante l’aumento del Pil di circa il 3% l’anno. In Italia, invece, nel 2015, dopo anni di calo (-20% al 2014 rispetto al 1990), le emissioni sono aumentate di circa il 2,5%, principalmente a causa di una leggera crescita del Pil, al calo del prezzo del petrolio e del gas, all’aumento dei consumi elettrici legati soprattutto, a un’estate molto calda. Bisogna, però, rilevare che le emissioni sono anche aumentate a causa di un rallentamento delle politiche di efficienza energetica, della debolissima crescita delle fonti rinnovabili che sono passate dal 16,7% del 2013 al 17,3% del 2015, e della produzione di elettricità da fonti rinnovabili che si è ridotta dal 43% al 38% rispettivamente tra il 2014 e il 2015.
È chiaro che con un tale quadro e con i recenti impegni contenuti nel “Paris Agreement”, lo Stivale, se non vuole mancare gli obiettivi che ha sottoscritto nell’accordo parigino, deve necessariamente riscrivere la Strategia Energetica Nazionale puntando ad azioni più incisive. Se si vuole raggiungere l’obiettivo dell’aumento di temperatura in una posizione intermedia, fra 1,5°C e 2°C, auspicato dall’Accordo di Parigi – si legge nel rapporto – l’Italia al 2030 dovrebbe ridurre le emissioni di gas serra di circa il 50% rispetto ai valori di emissione relativi al 1990, attraverso una riduzione dei consumi attesi di circa il 40%, da attuare tramite l’aumento dell’efficienza energetica e con il raddoppio della quota di fonti rinnovabili che passerebbe dall’attuale 17,3% a circa il 35% sul consumo totale. Per quanto attiene il solo comparto elettrico, le fonti rinnovabili dovrebbero, al 2030, soddisfare almeno 2/3 della domanda di elettricità.
Tutte azioni – si legge ancora nel rapporto citato – che devono essere sostenute anche da una riforma della fiscalità in chiave ecologica introducendo una carbon tax per incentivare le fonti rinnovabili senza pesare sulle bollette dell’energia elettrica che pagano i cittadini. è anche auspicabile un miglioramento degli strumenti legislativi già disponibili per incrementare l’efficienza energetica specialmente nel comparto edilizio che assorbe una quota rilevante (circa 40%) del fabbisogno nazionale di energia. Non ultima la necessità d’interventi strutturali di lungo termine per lo sviluppo di una mobilità sostenibile, dando priorità d’intervento alle aree urbane.

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