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Catania – Amt, il piano industriale consentirà di andare avanti

Melania Tanteri

Catania – Amt, il piano industriale consentirà di andare avanti

venerdì 10 Giugno 2016 - 03:00
Catania – Amt, il piano industriale consentirà di andare avanti

L’assessore Girlando, nel Consiglio comunale sulla crisi dell’azienda trasporto, avverte: saranno sacrifici. Difficile situazione gestionale. Lungaro: “Crollati i contributi regionali, -18 milioni”

CATANIA – Gravi problemi di liquidità, bilancio appeso ai rimborsi regionali, contributi comunali in ritardo. Sullo sfondo un servizio pubblico ridotto al lumicino e il rischio che, per salvare la situazione, si debbano licenziare alcuni dipendenti.
La situazione dell’Amt e la gestione dell’Azienda metropolitana di trasporto pubblico, è stata protagonista del consiglio comunale straordinario di ieri mattina, richiesto dal capogruppo di Grande Catania, Giuseppe Castiglione, per comprendere quali soluzioni siano state messe in campo per affrontare la crisi che oltre la società investe anche i cittadini, costretti ad attendere ore alle fermate o a rinunciare al mezzo pubblico.
“La situazione è disastrosa – ha esordito Castiglione -. Vorrei ricordare che chi prende l’autobus a Catania è, in genere, anziano, disoccupato, studente. La situazione è drammatica – ha continuato – non circolano i mezzi, mentre gli autisti sono impossibilitati a fare il proprio lavoro. Di fronte a tutto questo – ha aggiunto – cosa sta facendo l’amministrazione comunale, oltre a dare le colpe alla Regione?”.
Il dibattito è però stato anomalo, dal momento che ha visto intervenire prima i consiglieri – quasi tutti hanno evidenziato le criticità, le scelte dell’attuale management, chiedendo soluzioni immediate per uscire dall’impasse – e solo alla fine l’assessore alle Partecipate, Giuseppe Girlando e il presidente dell’azienda, Carlo Lungaro.
“Intervengo per chiarire alcuni aspetti”, ha risposto l’assessore che ha spiegato come la questione relativa ai crediti vantati dall’azienda, circa sessanta milioni di euro, nei confronti di Comune e Regione sia solo un aspetto della vicenda. “Ho ascoltato con grande attenzione e ne ho apprezzato il senso costruttivo e la volontà di dare un contributo per affrontare questo tema – ha detto. Ci sono però livelli diversi di lettura che vanno chiariti. è vero – ha ammesso l’assessore – che c’è una forte esposizione creditoria di Amt, ma questa situazione c’è sempre stata. Però – ha precisato Girlando – il debito del Comune è reale e certificato. Il problema nasce per la mancata parificazione dei debiti con la Regione, perché questa, nel 2014 ha tagliato un intero quadrimestre, cancellando l’importo e rigettando quello che era il contratto di servizio”.
Girlando ha evidenziato anche il doppio taglio del contributo regionale che ammonta al venti per cento e gli ulteriori tagli praticati dalla Regione. “Il problema del debito esiste – ha detto – ma la vera questione riguarda le riduzioni che hanno squilibrato il bilancio dell’Amt, che va riequilibrato”. L’assessore si è appellato all’unità, assicurando che nei prossimi anni il piano industriale della società consentirà di andare avanti. “Ma – ha evidenziato – occorrono sacrifici”.
Come ha confermato anche il presidente Lungaro. “Il problema sono i soldi – ha dichiarato. Questa azienda va salvata, va implementata. Ci sono stati periodi che abbiamo tirato avanti solo con i soldi degli incassi. Non voglio accusare nessuno, ma questa è la realtà – ha continuato – una volta crollati i contributi – meno 18 milioni. Ma l’assessore Pistorio si è impegnato e ha trovato una formula all’interno del bilancio regionale che può modulare per noi altri fondi. Insieme a quelli del Comune, circa 15 milioni l’anno e gli incassi dei biglietti – ha concludo – possiamo farcela”.

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