Europa più egoista, solidarietà in bilico - QdS

Europa più egoista, solidarietà in bilico

Chiara Borzi

Europa più egoista, solidarietà in bilico

mercoledì 15 Giugno 2016 - 03:00
Europa più egoista, solidarietà in bilico

Se n’è discusso in un seminario della Scuola Superiore di Catania. All’incontro ha partecipato Silvana Sciarra, giudice della Corte costituzionale

CATANIA – Nei giorni scorsi, Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale, ha partecipato presso la Scuola Superiore di Catania al seminario dal titolo “Il futuro della solidarietà in Europa”, nel corso del quale sono stati analizzate le poltiche dei Paesi membri dell’Ue. È stato difficile non discutere immediatamente dell’emergenza migrazioni, dolorosa pagina contemporanea legata a doppia mandata con il tema dell’altruismo, ma la solidarietà in Europa non riguarda solo la necessità di accogliere le popolazioni straniere, quanto contemporaneamente la capacità di fronteggiare il bisogno di sostenere le fasce deboli e quelle indebolite dalla crisi dell’Europa stessa.
Si tratta della classe media, oltre che dei giovani disoccupati e degli anziani, per cui mancano delle politiche comunitarie congrue. Di fronte quest’incertezze è la stessa Comunità Ue che si gioca la propria credibilità e sopravvivenza.
“Parlando di solidarietà parliamo innanzitutto di persone e del loro rispetto – ha evidenziato il giudice – . Non possiamo per questo non parlare di quello che sta succedendo qui in Sicilia, delle migrazioni, e dell’apertura del Museo del Dialogo (da poco inaugurato a Lampedusa, nda). L’amorino dormiente arrivato dagli Uffizi è un simbolo di speranza”.
Gli stati membri della Comunità Europea stanno assumendo posizioni sull’accoglienza non concilianti. “Il premier Cameron, in Inghilterra, ha sospeso per sette anni le prestazioni di stato sociali per i cittadini di altri paesi dell’Unione o per i figli di cittadini inglesi che non risiedono in Gran Bretagna. La Germania ha avviato ambigue sospensioni del Trattato di Schengen”, ha continuato Sciarra.
Ancora sostanzialmente lontani da una politica comune sulle migrazioni, l’Europa è al momento un insieme di Stati poco propensi a politiche solidali. “C’è un appello portato avanti dalla società civile affinché si renda noto che nella Repubblica Slovacca vi sono fondi privati messi a disposizione dei migranti. In questi paesi ci sono cartelli all’ingresso delle città con i quali si da il benvenuto ai migranti. Non dimentichiamo esiste il diritto a non essere estradati in paesi dove si rischia di essere sottoposti a trattamenti disumani e degradanti – ha evidenziato il giudice Sciarra -. Le nostre istituzioni lente, rischiano di allontanare l’opinione pubblica”.
Ed i cittadini europei stessi si mostrano effettivamente scontenti del sistema sovranazionale, perché non ricevono adeguato sostegno. Ancora una volta le azioni a favore del sociale vengono scelte dai singoli governi. La Germania ha, ad esempio, introdotto il salario minimo con una legge. “Lo scorso anno Angela Merkel ha accolto una proposta dell’opposizione, andando anche contro le opinioni dei sindacati. Oggi la legge sul salario minimo ha un buon livello di applicazione, non ha avuto effetti negativi sulla sindacalizzazione e ha ridotto i cosiddetti mini job, una tipologia di contratti flessibili molto diffusi nel mercato del lavoro tedesco. Un salario adeguato è la prima azione solidale– ha ammesso il giudice della Corte Costituzionale – il futuro della solidarietà in Europa passa dall’investimento sociale e da programmate politiche d’inclusione”.

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