Caso Tutino: la Regione Sicilia non si costituirà parte civile - QdS

Caso Tutino: la Regione Sicilia non si costituirà parte civile

Raffaella Pessina

Caso Tutino: la Regione Sicilia non si costituirà parte civile

venerdì 17 Giugno 2016 - 06:00
Caso Tutino: la Regione Sicilia non si costituirà parte civile

Critiche bipartisan da Anselmo (Pd) e da Falcone (Fi): “Segnale di cedimento”. I reati contestati: falso, peculato e truffa. Udienza prevista l’1 luglio

PALERMO – La mancata costituzione di parte civile da parte della Regione Sicilia all’udienza preliminare al procedimento a carico del medico Matteo Tutino è stata criticata da più parti, in cima a tutti dal capogruppo del Partito Democratico all’Ars, Alice Anselmo.
Ormai sembra buona ogni scusa per attaccare Crocetta da qui fino alla fine della legislatura, da parte dei componenti del suo stesso partito. “La posizione dell’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, che con coerenza ha proposto alla giunta regionale la costituzione di parte civile nel processo a carico del dottore Matteo Tutino, va sostenuta senza indugi – ha detto Anselmo – So di parlare a nome del gruppo Pd: attendiamo l’evoluzione del procedimento e ci aspettiamo che la giunta regionale, così come è avvenuto in altre situazioni analoghe, provveda a compiere un passo necessario ad affermare nei fatti, oltre che nelle intenzioni, una presa di distanza da atteggiamenti e comportamenti che appaiono incompatibili con un percorso di trasparenza e legalità”.
Matteo Tutino è stato primario del reparto di Chirurgia plastica di Villa Sofia. Falso, peculato e truffa i reati contestati. Il Pm Luca Bettineri ha chiesto il processo per tutti. Incalza il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone: “La mancata costituzione in parte civile della Regione rappresenta l’ipocrita affermazione di legalità della rivoluzione crocettiana e del Pd: duri e aggressivi con i nemici, protettivi con gli amici. Non costituirsi parte civile durante l’udienza preliminare, ancorché la scelta possa essere esercitata durante il dibattimento – prosegue il capogruppo di Fi – è comunque un segno di cedimento, un gesto particolarmente preoccupante per una Regione colpita al cuore. Noi non crediamo a coloro che hanno affermato che Crocetta avesse paura di Tutino, continua Falcone, ecco perché, senza entrare nel merito del processo, senza assumere giudizi colpevolistici, riteniamo che la Regione, attraverso l’assessorato regionale, debba costituirsi immediatamente parte civile, per rimettere in verticale un’istituzione la cui autorevolezza verrebbe inevitabilmente compromessa”.
Il giudice dedciderà il prossimo 1 luglio sulla vicenda.

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