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Catania – Bufera sul Comune di Aci Catena. Arrestati sindaco e consigliere

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Catania – Bufera sul Comune di Aci Catena. Arrestati sindaco e consigliere

martedì 11 Ottobre 2016 - 13:00
Catania – Bufera sul Comune di Aci Catena. Arrestati sindaco e consigliere

L’ombra delle tangenti su appalti, in manette anche un imprenditore

ACI CATENA (CT) – Sono in tutto tre le persone fermate dal personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, su disposizione della Dda etnea, nell’ambito di un’inchiesta che ha investito il comune di Aci Catena. Al centro dell’inchiesta due appalti per la fornitura di materiale elettronico, hardware e software, al Comune.
I tre indagati devono rispondere di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. In manette sono finiti Ascenzio Maesano, 57 anni, sindaco del comune nel catanese, incarico ricoperto dal 2012, Orazio Barbagallo, 67 anni, consigliere comunale di Aci Catena, presidente della 1^ Commissione consiliare Bilancio e Finanze, già funzionario del comune, dirigente Area Economica Finanziaria fino all’anno 2010; e un imprenditore di 69 anni, dal 2004 direttore generale della ‘Halley Consulting spa’, in precedenza amministratore unico della srl Halley, oggi Etno Data Informatica e Servizi srl.
Gli episodi di corruzione, secondo gli inquirenti, avrebbero riguardato il rinnovo del contratto di fornitura, in favore del Comune di Aci Catena, del servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software e hardware e l’aggiudicazione del progetto esecutivo denominato “Home Care” finanziato dall’Unione Europea per un importo di 252 mila euro alla società ‘Halley Consulting spa’. In seguito all’emissione di tali “atti illegittimi”, sarebbe stata consegnata dall’imprenditore a Barbagallo una somma di 15 mila euro a titolo di tangente, che quest’ultimo avrebbe provveduto a ripartire in parti uguali, poco dopo averla ricevuta, con il sindaco Maesano. Tale somma, secondo gli inquirenti, avrebbe costituito l’ennesimo pagamento effettuato dall’imprenditore nei confronti dei due amministratori, che “erano soliti ripartire a metà gli illeciti profitti”.
Da tempo il personale della Dia aveva rivolto l’attenzione investigativa nei confronti del primo cittadino e dei suoi collaboratori più stretti che lo coadiuvavano nella gestione amministrativa dell’Ente che questi rappresentava, analizzando una serie di contratti da lui stipulati. Il 4 giugno scorso, secondo quanto emerge dalle indagini, Maesano e Barbagallo si sarebbero sentiti telefonicamente, concordando di vedersi di lì a poco, utilizzando un linguaggio criptico. Il tenore della conversazione ha permesso agli investigatori della Dia di comprendere la natura illecita dell’incontro. Trascorso un breve lasso di tempo dalla telefonata, i due si sono incontrati e, dopo avere adottato ogni precauzione al fine di non essere intercettati o filmati, si sono recati in un’area di campagna, lontano da “occhi indiscreti”, e lì avrebbero proceduto alla ripartizione della tangente di 15 mila euro. Ma nonostante le cautele adottate dai due pubblici amministratori, questi sono stati intercettati “in modo inequivoco e cristallino”, fanno sapere gli investigatori. L’indagine avrebbe offerto ulteriori elementi di interesse investigativo tutt’ora al vaglio degli inquirenti.

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