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Catania – Qè, una mattanza di lavoratori, 233 a casa

Melania Tanteri

Catania – Qè, una mattanza di lavoratori, 233 a casa

giovedì 17 Novembre 2016 - 14:00
Catania – Qè, una mattanza di lavoratori, 233 a casa

Iniziata la procedura di licenziamento collettivo per gli impiegati del call center di Paternò. Il prefetto Federico ha riunito ieri i sindacati per scongiurare le violenze

PATERNO’ (CT) – Una vera e propria mattanza. Ben 233 licenziamenti (ovvero coloro che avevano un contratto a tempo indeterminato, mentre altri 300 avevano già perso le speranze a causa dei loro contratti a progetto mentre 38 si sono già dimessi per provare a ottenere gli ammortizzatori sociali), nonostante gli appelli e la mobilitazione di sindacati e cittadini. È quanto accaduto a Qè, call center di Paternò, da tempo in stato di crisi e oggi sotto i riflettori, dopo la lettera di licenziamento inviata all’inizio della settimana dall’amministratore unico, Mauro De Angelis. Una missiva nella quale si evidenziano i motivi che hanno portato alla chiusura dell’attività e che annuncia la “Procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività”.
“La Qè srl – si legge nel documento – in molteplici incontri ha illustrato alle organizzazioni sindacali la situazione aziendale, evidenziando l’aggravarsi delle criticità del mercato di riferimento, caratterizzato da forti riduzioni dei ricavi e della redditività, soprattutto in conseguenza delle azioni di contrazione dei costi operate dalla maggior parte dei principali committenti. Per tali motivi la società Qè srl in data 31/03/2016 aveva affidato le procedure del licenziamento collettivo per 90 lavoratori su 275. I lavoratori interessati – riporta ancora la lettera – sono 233, ossia l’intero organico aziendale. L’esposizione delle cause determinanti la cessazione dell’attività – prosegue il documento – inducono ad espletare con estrema urgenza la procedura di licenziamento collettivo, di cui inizio è fissato dal momento della ricezione della presente comunicazione, ed andrà ad esaurirsi entro e non oltre i tempi massimi fissati dalla legge”.
Un vero e proprio dramma che investe tutta la provincia, già gravata da vertenze di questo tipo – si pensi ad esempio ad Almaviva, altro call center dal quale sono stati licenziati centinaia di lavoratori – che pesa come un macigno su una realtà già depressa dal punto di vista occupazionale.
Intanto, ieri mattina, i lavoratori licenziati dalla struttura paternese, insieme ai sindacati, hanno preso parte al vertice convocato dalla prefetta di Catania, Maria Guia Federico, per cercare di trovare delle soluzioni concrete per la forza lavoro di Qè. E per scongiurare il rischio – oggi concreto – che la situazione di disagio possa precipitare in proteste ben più eclatanti di quelle portate avanti fino a oggi. Lunedì forse ci saranno risposte.

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