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Grillo dichiara guerra a carta stampata e tv

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Grillo dichiara guerra a carta stampata e tv

mercoledì 04 Gennaio 2017 - 08:00
Grillo dichiara guerra a carta stampata e tv

Bufera su codice etico M5s. L’opposizione: “Da Onestà a Sua Maestà”

ROMA – La virata garantista del Movimento cinquestelle ha suscitato polemiche tanto violente quanto prevedibili. Il Codice etico pentastellato pubblicato sul blog del suo “garante”, Beppe Grillo, ha riportato bruscamente sulla terra i promotori di quell’ideale di onestà oggi rimpiazzato, secondo molti esponenti dell’opposizione, da “Sua maestà”, espressione riferita al suo leader incontrastato e, pare, ossessionato dalla volontà controllo dei suoi “sottoposti”.
Da “Onestà” a “Sua maestà”, il passo è stato breve. Il deputato Pd Michele Anzaldi ha detto: “Non c’è solo la questione dello stop alle sanzioni automatiche in caso di iscrizione nel registro degli indagati, ecco perché il nuovo codice di Grillo è una vera e propria ciambella ‘Salva Raggi’. Secondo il discusso ‘contratto’ fatto firmare ai candidati romani del M5s per le elezioni 2016, quello della penale da 150mila euro per i trasgressori che non eseguono quanto ordinato dallo staff della Casaleggio Associati, il sindaco può risultare inadempiente (e quindi doversi dimettere) se lo stabiliscono ‘almeno 500 iscritti al Movimento 5 stelle residenti a Roma’. Ora qualsiasi decisione in caso di indagini giudiziarie passa sotto la diretta responsabilità di Grillo, col nuovo codice, senza più riferimenti agli iscritti, che sempre secondo il vecchio contratto avrebbero dovuto essere consultati in caso di iscrizione nel registro degli indagati”.
Ma Grillo non è rimasto di certo a guardare e nella giornata di ieri, proprio mentre erano in corso di svolgimento le votazioni on line per la ratifica del Codice, è tornato all’attacco.
“Tutti contro Internet – ha detto Grillo. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su Internet. E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa?”
“I giornali e i tg – ha accusato il fondatore M5s – sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate. Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”.
Nel suo lungo post, il comico genovese ha citato anche due esempi di notizie non vere pubblicate di recente dalla stampa. Ma, al netto dei due esempi citati nello specifico, nonostante le accuse generiche, il post è stato accompagnato da un fotomontaggio di testate giornalistiche che comprende il logo del telegiornale diretto da Enrico Mentana.
“In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo – ha scritto il giornalista su Facebook – di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile”.
Nella giornata di ieri Beppe Grillo è stato protagonista anche della scena internazionale. Tra le dodici persone che (probabilmente) rovineranno il 2017, riporta il sito Politico.eu, c’è un solo italiano ed è proprio lui. E il leader del Movimento 5 Stelle ne va fiero tanto che ieri il suo blog, in un post a firma M5s Europa, ha fatto riferimento all’articolo pubblicando un post dal titolo “Beppe Grillo uno dei 12 personaggi più influenti d’Europa nel 2017”.

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